Al Palazzo della Gran Guardia di Verona la celebrazione del cinquantesimo anniversario del Calzificio Pinelli: un traguardo che racconta una storia iniziata nel 1976 a Castel Goffredo e cresciuta nel segno dell’innovazione, della ricerca e del Made in Italy.
Cinquant’anni di impresa sono inevitabilmente cinquant’anni di cambiamenti. Cambiano i mercati, le tecnologie, i consumatori e persino il modo di raccontare un prodotto. Attraversare mezzo secolo mantenendo riconoscibile la propria identità diventa allora qualcosa di più di un anniversario. È da qui che parte il racconto di Solidea e del Calzificio Pinelli, che nel 2026 hanno raggiunto il traguardo dei cinquant’anni di attività.
Un anniversario celebrato venerdì 18 settembre al Palazzo della Gran Guardia di Verona, dove l’azienda ha riunito dipendenti, collaboratori, professionisti e numerosi influencer che negli anni hanno affiancato il brand. Una serata pensata per ripercorrere ciò che è stato costruito dal 1976 a oggi, ma soprattutto per riunire le persone che hanno contribuito e continuano a contribuire alla crescita dell’azienda.
A condurre l’evento è stata la presentatrice e volto televisivo Elisa D’Ospina, affiancata in alcuni momenti sul palco da Luca Pinelli, amministratore delegato del Calzificio Pinelli. Una presenza che ha permesso di intrecciare il racconto della serata con quello dell’azienda, unendo la celebrazione del passato allo sguardo di chi oggi ne porta avanti il percorso.
Sul palco si sono alternati anche Giorgio Rocca, ex sciatore alpino italiano specialista dello slalom, vincitore in carriera di undici gare di Coppa del Mondo, di una Coppa del Mondo di specialità e di tre medaglie iridate, e Paolo Borzacchiello, scrittore, formatore e imprenditore italiano, tra gli esperti di intelligenza linguistica e interazioni umane. Due interventi differenti che hanno portato all’interno della serata riflessioni legate alla motivazione, al linguaggio, alle relazioni e alla capacità di affrontare il cambiamento.
Da Castel Goffredo parte una storia italiana
È il 1976 quando a Castel Goffredo, nel Mantovano, nasce il Calzificio Pinelli. Un territorio che negli anni sarebbe diventato uno dei distretti della calzetteria più importanti a livello internazionale e nel quale prende forma il progetto imprenditoriale di Enzo Pinelli.
Le dimensioni iniziali sono quelle di una piccola realtà, ma negli anni Ottanta e Novanta l’azienda cresce lavorando nella produzione di calze e collant anche per importanti stilisti e marchi internazionali del lusso. Una fase fondamentale per sviluppare quel patrimonio di competenze tecniche e produttive che accompagnerà l’impresa negli anni successivi.
Nel 1980 l’attività lascia il garage di casa per trasferirsi in uno stabilimento di 800 metri quadrati, mentre il parco macchine passa da 30 a 60 unità. Nel 1994 gli spazi produttivi raggiungono i 3.000 metri quadrati e l’introduzione di nuove macchine elettroniche accompagna un ulteriore sviluppo. La crescita, però, non riguarda soltanto dimensioni e capacità produttiva: a un certo punto arriva la scelta destinata a cambiare la storia dell’azienda, trasformando l’esperienza acquisita lavorando per altri nella base sulla quale costruire un marchio proprio.

ed Elisa D’Ospina, presentatrice dell’evento e brand ambassador di Solidea
Nel 1997 nasce Solidea
La svolta arriva nel 1997, quando Enzo Pinelli, insieme alla moglie Cristina, lascia la produzione conto terzi per dare vita a Solidea. Alla base c’è un’intuizione precisa: cambiare la percezione della calza a compressione graduata, fino ad allora associata prevalentemente alla sua funzione, portandola verso un territorio nel quale benessere, estetica, moda e design potessero convivere.
Nasce Magic 70, collant che combina compressione graduata e tessuto micromassaggiante, mentre tra il 1997 e il 1998 arriva il brevetto internazionale del tessuto micromassaggiante caratterizzato da una particolare trama tridimensionale a onde. È uno dei passaggi che raccontano meglio la visione sulla quale Solidea costruirà la propria identità: partire dal sapere manifatturiero acquisito nel tempo e affiancarlo alla ricerca per provare ad anticipare nuove esigenze del mercato.
Da quel momento il marchio comincia progressivamente a guardare oltre i confini nazionali, senza però perdere il rapporto con il luogo nel quale tutto era iniziato.
Dal Made in Italy ai mercati internazionali
Dal 2001 Solidea amplia la propria presenza in Europa e oltreoceano, arrivando nel tempo a raggiungere 70 Paesi nel mondo e circa 15.000 punti vendita in Europa. Una crescita internazionale che non ha significato abbandonare le proprie origini: il cuore dell’attività è rimasto a Castel Goffredo e la produzione continua a essere legata al Made in Italy.
È uno degli aspetti che acquistano maggiore significato osservando questa storia a distanza di cinquant’anni. Dal 1976 a oggi la manifattura italiana ha attraversato globalizzazione, delocalizzazioni, rivoluzioni tecnologiche e profondi cambiamenti nei consumi. Il Calzificio Pinelli ha scelto di confrontarsi con un mercato sempre più internazionale continuando a mantenere in Italia il proprio patrimonio di competenze.
Anche la tecnologia ha accompagnato questo percorso. Automazione, sistemi produttivi avanzati e investimenti legati all’Industria 4.0 hanno progressivamente trasformato fabbrica e logistica. Tradizione e innovazione hanno così continuato a procedere insieme: da una parte il sapere maturato in mezzo secolo di attività, dall’altra gli strumenti necessari per renderlo contemporaneo e competitivo.

Cinquant’anni fatti soprattutto di persone
La celebrazione alla Gran Guardia ha restituito anche un’altra dimensione di questa storia: quella delle persone. La presenza dell’intera azienda, dei collaboratori e dei tanti professionisti che lavorano con Solidea ha trasformato l’anniversario in un momento condiviso da chi, con ruoli differenti, partecipa oggi alla vita dell’impresa. Accanto a loro anche numerosi creator e influencer che collaborano con il marchio, testimonianza di quanto siano cambiati nel tempo anche i linguaggi attraverso i quali un’azienda costruisce la relazione con il proprio pubblico.
Dalla produzione per le grandi firme alla comunicazione digitale, dalle prime macchine alle tecnologie 4.0, il percorso attraversa cinque decenni nei quali sono cambiati quasi tutti gli strumenti, ma non necessariamente i principi alla base dell’impresa. Nel frattempo una nuova generazione si è progressivamente affiancata alla storia della famiglia Pinelli, con il compito di custodire ciò che è stato costruito senza limitarsi a replicarlo.
La presenza di Luca Pinelli al fianco di Elisa D’Ospina in alcuni momenti della conduzione ha rappresentato anche visivamente questa continuità: raccontare ciò che è stato, condividere il presente dell’azienda e, inevitabilmente, iniziare a parlare del suo futuro.

1976-2026: cinquant’anni dopo, ancora italiani
Tra il 1976 e il 2026 ci sono due Italie profondamente diverse. In mezzo, cinquant’anni durante i quali una realtà nata nel distretto mantovano della calzetteria è cresciuta fino a confrontarsi con i mercati internazionali, continuando però a mantenere il proprio baricentro nel luogo in cui tutto era cominciato.
La serata del 18 settembre al Palazzo della Gran Guardia di Verona ha celebrato questo percorso attraverso chi l’ha costruito e chi oggi continua a farne parte. Un anniversario che guarda inevitabilmente indietro, ma che trova forse il suo significato più interessante proprio nella capacità di guardare avanti.
Perché il valore di cinquant’anni di attività non sta soltanto nell’essere arrivati fin qui. Sta nell’aver attraversato trasformazioni industriali, tecnologiche e culturali continuando a riconoscersi nelle proprie radici.
Cinquant’anni dopo quel 1976, Solidea continua così il suo percorso: una storia nata a Castel Goffredo, cresciuta nel mondo e rimasta, prima di tutto, italiana.
