Le lettere dei conigli film
Home CINEMA “Le lettere dei conigli”, nelle Marche il corto con Fabrizio Gifuni e Paolo Calabresi
CINEMA

“Le lettere dei conigli”, nelle Marche il corto con Fabrizio Gifuni e Paolo Calabresi

Elisa Galiè dirige Fabrizio Gifuni e Paolo Calabresi nel cortometraggio “Le lettere dei conigli”, girato interamente nelle Marche e ambientato durante la Prima guerra mondiale.

Share
Share

Elisa Galiè racconta un amore durante la Prima guerra mondiale. Il cortometraggio, interamente girato nelle Marche, coinvolge quattro località della regione.

Le Marche diventano il set di “Le lettere dei conigli”, il nuovo cortometraggio scritto e diretto dalla regista ascolana Elisa Galiè, con protagonisti Fabrizio Gifuni e Paolo Calabresi. Ambientato durante la Prima guerra mondiale, il film racconta una storia d’amore che supera la distanza attraverso una corrispondenza affidata a due sacerdoti. Un progetto interamente realizzato nella regione, che ha coinvolto diverse località e numerosi professionisti del territorio.

Il cortometraggio è stato presentato nel corso di un set visit al Granaio Romano di Campofilone, organizzato dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission. L’incontro ha permesso di conoscere più da vicino la produzione, firmata da Mompracem e Manetti bros. Film, e il lavoro svolto per ricostruire nelle Marche anche le ambientazioni del fronte.

“Le lettere dei conigli”: la trama del cortometraggio

La storia è ambientata nel 1916, nel pieno della Prima guerra mondiale. Giuseppe si trova in trincea sulle montagne dell’Alto Adige, mentre Filomena, la donna che ama, lo aspetta nelle Marche. La lontananza rende difficile mantenere un legame, ma a complicare la situazione c’è anche un altro ostacolo: nessuno dei due sa leggere o scrivere.

Per comunicare, i due innamorati si affidano a don Pietro e don Mario, due sacerdoti che prestano loro le parole necessarie per continuare a sentirsi. Nasce così uno scambio di lettere nel quale sentimenti e ironia si intrecciano, coinvolgendo inevitabilmente anche chi scrive al posto loro.

Il racconto affronta il tema della separazione durante la guerra attraverso una vicenda privata, nella quale la corrispondenza diventa l’unico modo per mantenere vivo un rapporto. La presenza dei due religiosi introduce inoltre una dimensione particolare: quella di persone che, pur rimanendo nell’ombra, finiscono per partecipare alla storia degli innamorati.

Le lettere dei conigli
Da sinistra il PresidenteFondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Avv. Andrea Agostini,
il produttore Pier Giorgio Bellocchio, l’attore Fabrizio Gifuni, la regista Elisa Galiè e l’attore Riccardo Verdecchia.

Elisa Galiè sceglie le Marche per raccontare la guerra

La regista Elisa Galiè, originaria di Ascoli Piceno, ha deciso di ambientare e realizzare l’intero cortometraggio nella propria regione. Le riprese hanno interessato Ascoli Piceno, Offida, Campofilone e Foce di Montemonaco, sfruttando la varietà dei paesaggi marchigiani per ricreare anche le zone di guerra.

La scelta non è legata soltanto alle esigenze produttive. Per Galiè, il territorio rappresenta una componente importante dell’immaginario del film, soprattutto per il rapporto con la cultura contadina e con le persone costrette ad abbandonare la propria terra durante il conflitto.

Anche il titolo “Le lettere dei conigli” nasce da questa sensibilità. Il riferimento ai conigli richiama infatti, secondo la regista, il mondo rurale e la fragilità di chi veniva mandato al fronte, lontano dalla propria vita quotidiana.

La produzione ha così utilizzato luoghi diversi delle Marche per raccontare una vicenda ambientata tra la regione e l’Alto Adige, senza spostare le riprese fuori dal territorio marchigiano.

Fabrizio Gifuni e Paolo Calabresi protagonisti del film

A interpretare il cortometraggio sono Fabrizio Gifuni e Paolo Calabresi, due attori con percorsi differenti tra cinema, televisione e teatro.

Per Gifuni si tratta della prima esperienza cinematografica realizzata nelle Marche, una regione che aveva già frequentato in occasione di spettacoli teatrali.

L’attore ha espresso soddisfazione per il ritorno sul territorio e per la possibilità di prendere parte al progetto di Elisa Galiè, sottolineando la delicatezza del racconto e il piacere di lavorare in una regione alla quale era già legato attraverso il teatro.

Il coinvolgimento dei due interpreti si inserisce in una produzione che punta a valorizzare una storia ambientata nel passato, affidandone il racconto a un cast di esperienza e alla visione di una giovane autrice marchigiana.

Un set tutto marchigiano, con 20 professionisti locali su 25

Uno degli aspetti più significativi della produzione riguarda il coinvolgimento delle maestranze del territorio. Secondo i dati comunicati dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, 20 dei 25 professionisti impiegati nella lavorazione sono marchigiani.

Il Presidente della Fondazione, Andrea Agostini, ha evidenziato come questo dato dimostri la capacità della regione di offrire non soltanto location cinematografiche, ma anche competenze tecniche e artistiche necessarie alla realizzazione di un film.

La scelta di girare interamente nelle Marche è stata sostenuta anche dalla collaborazione tra produzione, istituzioni e realtà locali. Il produttore Pier Giorgio Bellocchio ha spiegato che il progetto è nato dal rapporto con Elisa Galiè, conosciuta durante uno stage presso la società di produzione, e si è sviluppato grazie alle caratteristiche del territorio e al supporto della Marche Film Commission.

Il cortometraggio è prodotto da Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros. e Désirée Manetti, per Mompracem e Manetti bros. Film. La realizzazione beneficia del contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura e del sostegno di Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.

Campofilone ospita il set visit al Granaio Romano

Il Granaio Romano di Campofilone ha ospitato il set visit dedicato al cortometraggio, diventando uno dei luoghi coinvolti nella lavorazione.

La presenza della produzione nel comune fermano è il risultato di un percorso avviato durante l’estate, attraverso sopralluoghi e confronti tra l’amministrazione comunale, la produzione e la Marche Film Commission.

Il sindaco Riccardo Verdecchia ha sottolineato il valore dell’iniziativa per Campofilone, evidenziando le opportunità che un set cinematografico può generare anche per le strutture ricettive, la ristorazione e le attività locali.

L’obiettivo dell’amministrazione è favorire nuove collaborazioni con il settore audiovisivo, utilizzando il patrimonio storico e paesaggistico del paese come risorsa per attrarre ulteriori produzioni.

Con “Le lettere dei conigli”, le Marche confermano così il proprio ruolo non soltanto come ambientazione cinematografica, ma anche come territorio capace di partecipare direttamente alla realizzazione di un’opera, attraverso il lavoro delle professionalità locali e il coinvolgimento delle comunità.

Share
Scritto da
Andrea Alessandrini Gentili

Andrea Alessandrini Gentili è un social media manager e digital strategist italiano che ha collaborato con diverse aziende di rilievo, eventi di musica dal vivo e sport, e personalità del mondo dello sport e della televisione. La sua esperienza nel marketing digitale lo ha reso una figura chiave nello sviluppo e nella gestione di campagne online che aumentano significativamente la presenza del brand e l'engagement del pubblico sulle piattaforme social. Le sue collaborazioni coprono vari settori, riflettendo la sua capacità di adattarsi e creare strategie efficaci per clienti diversi.

Related Articles
CINEMA

Denise Tantucci e Gabriel Ríos girano “Mating Call” nelle Marche

Denise Tantucci debutta alla regia insieme a Gabriel Ríos con un film...

CINEMA

Le Marche alla Festa del Cinema di Roma: cinque opere e un premio ai giovani autori nel nome di Francesco Gesualdi

Cinque opere marchigiane presentate alla Festa del Cinema di Roma e un...

Quello che resta di noi incassi
CINEMA

“Quello che resta di noi”: quattro sale sold out ad Ancona per il film di Simone Riccioni

Girato tra Corridonia e Ripatransone, il film intreccia mistero e commedia per...