Al Cinema Italia di Ancona il set visit del film che segna l’esordio alla regia dei due artisti. Cinque settimane di riprese tra Ancona, Montemarciano, Jesi e San Marcello.
Dalle Marche al cinema nazionale e ritorno, questa volta dietro la macchina da presa. Per Denise Tantucci, attrice originaria di Fano, il nuovo film “Mating Call – Tutte le volte che ti ho incontrato” rappresenta un passaggio importante della sua carriera: il debutto alla regia, condiviso con Gabriel Ríos, musicista, pittore e attore portoricano. Un progetto che nasce da una storia personale e prende forma proprio nei luoghi in cui Tantucci è cresciuta, coinvolgendo numerosi professionisti del territorio.
Le riprese sono attualmente in corso tra Ancona, Montemarciano, Jesi e San Marcello, con una lavorazione prevista di cinque settimane. Al Cinema Italia di Ancona si è svolto il set visit organizzato dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, occasione per conoscere più da vicino il progetto cinematografico e incontrare alcuni dei suoi protagonisti.

e il Presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini
“Mating Call”, un incontro che nasconde più di un segreto
Una giovane donna entra in un ristorante apparentemente deserto e si ritrova davanti a uno sconosciuto. Tra i due prende forma una conversazione che supera rapidamente le convenzioni del corteggiamento, dando vita a un incontro nel quale curiosità e attrazione si intrecciano con qualcosa di più difficile da decifrare.
È questa la situazione da cui si sviluppa “Mating Call – Tutte le volte che ti ho incontrato”, una storia che mescola sentimenti e mistero. Con il trascorrere della notte, i protagonisti si avvicinano progressivamente a una verità inattesa, mentre anche il luogo che li ospita rivela di non essere esattamente ciò che sembrava.
Il film punta così a coinvolgere lo spettatore in una scoperta graduale, lasciando emergere attraverso il dialogo le identità dei personaggi e le ragioni che li hanno condotti nello stesso posto. L’incontro sentimentale diventa il punto di partenza di una narrazione più articolata, nella quale trovano spazio anche il rapporto con la famiglia, le paure personali e il peso dei ricordi.
Denise Tantucci debutta alla regia nella sua terra
Per Denise Tantucci, già apprezzata come interprete in produzioni televisive e cinematografiche, tra cui Tre piani di Nanni Moretti e Leopardi & Co, lavorare a questo film significa tornare alle proprie origini con una responsabilità artistica nuova.
L’idea iniziale del progetto è nata da Gabriel Ríos e si è sviluppata attraverso la scrittura di Tantucci, trasformandosi progressivamente in una storia che riflette anche le esperienze personali dei due artisti. La scelta delle Marche come ambientazione non è quindi casuale, ma risponde sia a una componente autobiografica sia alla volontà di realizzare il film con il contributo delle professionalità locali.
Per l’attrice, che aveva lasciato la regione per costruire il proprio percorso professionale, tornare a lavorare nelle Marche come regista assume un valore particolare. La produzione rappresenta infatti l’opportunità di mettere in relazione la propria esperienza nel mondo del cinema con il territorio da cui è partita.
Anche Gabriel Ríos ha sottolineato il legame emotivo con i luoghi scelti per le riprese. Il paesaggio marchigiano, caratterizzato dall’alternanza tra mare e colline, gli richiama alcuni aspetti della propria terra d’origine. A rendere l’esperienza ancora più personale contribuisce inoltre la vicinanza alla famiglia di Denise Tantucci.

Michele D’Attanasio firma la fotografia del film
A curare la fotografia di “Mating Call” è Michele D’Attanasio, direttore della fotografia vincitore del David di Donatello per Veloce come il vento di Matteo Rovere e Freaks Out di Gabriele Mainetti.
D’Attanasio conosce Denise Tantucci da oltre dieci anni e ha già condiviso con lei diverse esperienze professionali, compresa quella sul set di Nanni Moretti. La nuova collaborazione gli permette di accompagnare l’attrice nel suo esordio alla regia, contribuendo alla costruzione dell’identità visiva del film.
Anche per lui il lavoro nelle Marche ha un significato personale. Originario dell’Abruzzo, il direttore della fotografia vive infatti a Fermo con la famiglia e considera la regione un luogo di particolare interesse paesaggistico e artistico. Durante il set visit ha richiamato soprattutto la varietà dei borghi e le caratteristiche della luce di Ancona, elementi che rendono il territorio interessante anche dal punto di vista cinematografico.
Dieci attori marchigiani e ottanta professionisti e figuranti del territorio
Uno degli aspetti più significativi della produzione riguarda il coinvolgimento delle risorse artistiche e tecniche regionali. Sono dieci gli interpreti marchigiani presenti nel cast, ai quali si aggiungono venti maestranze e sessanta persone impegnate tra comparse e figurazioni speciali.
Accanto a Denise Tantucci figurano Gabriela Eleonori, Marco Brandizi, Andrea Caimmi, Tommaso Accattoli, Antonio Calafati, Simona Ripari, Sebastiano Bravi, Mauro Pierfederici e Rebecca Vitali.
Il contributo del territorio riguarda anche alcuni ruoli fondamentali della lavorazione. Tra i professionisti coinvolti ci sono il produttore esecutivo Damiano Giacomelli, lo scenografo Lodovico Gennaro, la costumista Miriam Mora, il fonico Michele Conti e la truccatrice Noemi Montironi.
Il film è prodotto dalla Liedts-Meesen Foundation, con la produzione esecutiva di YUK! film srl e il supporto logistico della Marche Film Commission.
Marche Film Commission: il cinema come opportunità per il territorio
La presenza di una produzione cinematografica nelle Marche rappresenta non soltanto un’occasione per valorizzare paesaggi e location, ma anche una possibilità concreta di lavoro per attori, tecnici e professionisti del settore audiovisivo.
È su questo aspetto che si è soffermato Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, evidenziando il valore di un progetto capace di riportare nella propria regione un’artista come Denise Tantucci e, contemporaneamente, di coinvolgere numerose figure locali.
La partecipazione di interpreti, maestranze e figuranti marchigiani dimostra come il territorio possa contribuire attivamente alla realizzazione di un’opera cinematografica, senza limitarsi a offrirne lo scenario. Una prospettiva che punta a rafforzare le opportunità professionali nel settore e a rendere possibile, per chi ha costruito la propria carriera altrove, un ritorno lavorativo nella regione.
Con “Mating Call – Tutte le volte che ti ho incontrato”, le Marche diventano dunque parte integrante di un racconto che unisce esperienze personali, ricerca artistica e produzione cinematografica. Un film che, prima ancora di arrivare sul grande schermo, porta sul set il talento e le competenze di chi in questa regione vive e lavora.