Grande accoglienza per la mystery comedy girata nelle Marche e diretta con Emilio Mercanti. Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film arriverà nelle sale il 29 ottobre.
Quattro sale completamente esaurite, applausi e un pubblico desideroso di conoscere i protagonisti. “Quello che resta di noi”, il nuovo film diretto da Emilio Mercanti e Simone Riccioni, ha conquistato Ancona con un’anteprima al Multiplex Giometti che ha registrato il tutto esaurito. Un risultato significativo per una produzione interamente legata alle Marche, capace di unire giovani talenti del territorio, volti già conosciuti dal pubblico e una storia che mescola mistero, divertimento e riflessione.
Dopo una prima proiezione pomeridiana a Jesi, i due registi e il cast hanno raggiunto Ancona per incontrare gli spettatori. A rendere ancora più vivace la serata sono stati i BanZaiiii, il gruppo di giovani scout dell’AGESCI di Ancona diventato popolare sui social, che ha introdotto l’ingresso in sala degli artisti. Il lungo applauso che li ha accolti ha dato il via a un confronto diretto con il pubblico, tra domande, curiosità e racconti legati alla realizzazione del film.
All’evento ha partecipato anche Marta Paraventi, Assessore alla Cultura del Comune di Ancona e componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Marche Cultura, che ha portato i saluti del Sindaco Daniele Silvetti e del Presidente della Fondazione Andrea Agostini. Nel suo intervento ha evidenziato il valore di un’opera che nasce dal territorio, valorizza le professionalità locali e offre nuove opportunità ai giovani interpreti, contribuendo alla crescita del settore cinematografico marchigiano.

Simone Riccioni e Francesco Pannofino insieme a sei giovani attori marchigiani
Uno degli aspetti più interessanti di “Quello che resta di noi” riguarda proprio il cast. Accanto a Simone Riccioni e Francesco Pannofino recitano infatti sei giovani interpreti provenienti da diverse città delle Marche, tutti allievi della scuola di recitazione di Riccioni e al loro debutto sul grande schermo.
Si tratta di Riccardo Andreucci di Ancona, Linda Campana di Jesi, Lorenzo Miccini di Recanati, Anita Lanciotti di Fermo, Giovanni Lambertucci di San Ginesio e Letizia Trivelli di Macerata. Un gruppo di nuovi talenti che trova in questa produzione l’opportunità di confrontarsi con un’esperienza cinematografica professionale, contribuendo a dare al film un’identità fortemente legata alla regione.
Durante l’incontro con gli spettatori, Simone Riccioni, che firma anche la produzione e interpreta uno dei personaggi, ha spiegato il significato del titolo: «Quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri».
La trama: un antico maniero, un tesoro e sette ragazzi alle prese con il mistero
Al centro della storia ci sono sette ragazzi che, spinti da motivazioni differenti, entrano in un antico maniero appartenuto a una contessa. Quella che inizialmente sembra un’avventura alla ricerca di un tesoro si trasforma presto in un’esperienza imprevedibile, tra corridoi oscuri, stanze abbandonate, ritratti inquietanti e presenze misteriose.
L’atmosfera richiama quella delle classiche storie di fantasmi, ma il racconto prende progressivamente una direzione diversa. Il confine tra realtà e finzione diventa sempre più incerto, mentre i protagonisti si trovano a fare i conti non soltanto con ciò che li circonda, ma anche con le proprie paure, ambizioni e fragilità. Dietro il mistero si sviluppa così una riflessione sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, sul valore delle relazioni e sull’importanza delle scelte personali.
«Con “Quello che resta di noi” abbiamo voluto raccontare una storia che partisse dal mistero e dall’intrattenimento per arrivare a qualcosa di più profondo», ha spiegato Emilio Mercanti. Il regista ha sottolineato come la villa, la contessa e il tesoro rappresentino gli elementi narrativi attraverso cui i personaggi vengono messi di fronte alle proprie paure e alle decisioni che possono cambiare il loro percorso.
Un film girato nelle Marche, tra Corridonia e Ripatransone
Prodotto da Linfa Crowd 2.0, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, il lungometraggio è stato girato tra Corridonia e Ripatransone. Le ambientazioni marchigiane diventano parte integrante di una storia che combina i codici del giallo, della commedia e del soprannaturale, senza rinunciare a un racconto più intimo sulla crescita personale.
La scelta di coinvolgere giovani attori locali e di valorizzare le location regionali conferma la volontà di costruire un cinema capace di raccontare il territorio attraverso nuove prospettive. In questo senso, il successo dell’anteprima anconetana rappresenta anche un segnale incoraggiante per una filiera audiovisiva marchigiana che punta sempre più sulla formazione e sulle produzioni originali.
“Quello che resta di noi”: uscita al cinema il 29 ottobre 2026
Dopo l’accoglienza ricevuta ad Ancona, “Quello che resta di noi” sarà presentato sabato 24 ottobre 2026 a Roma, nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, in un appuntamento organizzato dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.
Il film arriverà poi nelle sale cinematografiche italiane da giovedì 29 ottobre 2026, portando sul grande schermo una storia che utilizza il mistero per parlare di amicizia, cambiamento e consapevolezza. Un progetto che dimostra come anche una produzione profondamente radicata nel territorio possa affrontare temi universali, dando spazio a una nuova generazione di interpreti.
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- Marta Paraventi Assessore alla Cultura del Comune di Ancona
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