Il capolavoro del 1960 diventa una nuova opera audiovisiva per “Capolavori Immaginati”, tra memoria, musica e intelligenza artificiale.
“Il cielo in una stanza” torna a vivere attraverso immagini mai esistite. IMAGinACTION presenta il secondo capitolo dei “Capolavori Immaginati” 2026, il progetto che utilizza le possibilità dell’intelligenza artificiale per costruire nuovi universi visivi intorno ad alcuni brani che hanno segnato la storia della musica italiana. Dopo “Margherita” di Riccardo Cocciante, protagonista questa volta è la celebre canzone scritta da Gino Paoli e portata al successo da Mina nel 1960.
Il video-omaggio viene svelato il 21 settembre, proprio nella settimana in cui Gino Paoli avrebbe compiuto 92 anni, trasformandosi così anche in un tributo a una delle figure centrali della canzone d’autore italiana.
“Il cielo in una stanza”, da Gino Paoli a Mina
Sono trascorsi oltre sessant’anni, ma “Il cielo in una stanza” continua a conservare intatta la propria forza evocativa.
Scritta da Gino Paoli e pubblicata nel 1960 nella storica interpretazione di Mina, utilizzata anche per accompagnare il nuovo video, la canzone è diventata negli anni uno dei brani italiani più riconoscibili. Nello stesso 1960 fu incisa anche dallo stesso Paoli e successivamente reinterpretata da numerosi artisti italiani e internazionali.
È proprio la capacità del testo di trasformare uno spazio chiuso in qualcosa di potenzialmente infinito ad aver offerto il punto di partenza per il nuovo esperimento visivo: le pareti sembrano scomparire, il soffitto lascia spazio al cielo e la realtà quotidiana viene modificata dall’emozione.
Gino Paoli e Mina ricreati dall’intelligenza artificiale
Il video, della durata di poco meno di un minuto, trasporta idealmente lo spettatore nella Genova del 1960.
Il viaggio comincia a Boccadasse, in una città completamente in bianco e nero. Da qui lo sguardo entra in una stanza dove compare un giovane Gino Paoli, ricreato interamente attraverso l’intelligenza artificiale, mentre dipinge davanti a una tela.
È proprio dal quadro che inizia la trasformazione. Mentre l’ambiente conserva le tonalità monocromatiche, sulla tela compaiono i primi colori. Un giradischi fa partire la voce di Mina e, seguendo la musica, il confine tra ciò che è reale e ciò che è immaginato comincia progressivamente a dissolversi.
Il colore invade così la stanza fino a trasformarla in uno scenario onirico. È in questo nuovo universo che appare anche una giovane Mina degli anni Sessanta, ricreata attraverso l’AI, immersa nel mondo pittorico nato dalla tela di Paoli.
Quando l’AI incontra la memoria della musica italiana
L’intera breve opera audiovisiva è stata realizzata attraverso l’intelligenza artificiale con l’obiettivo dichiarato di non sostituire l’identità dell’opera originale, ma di costruire immagini nuove intorno alla sua memoria: una Genova sospesa nel 1960, Paoli e Mina giovani e un paesaggio a metà strada tra ricordo e immaginazione.
È questa la filosofia alla base dei “Capolavori Immaginati”: partire da canzoni appartenenti ormai al patrimonio culturale e sentimentale italiano e utilizzare gli strumenti tecnologici contemporanei per immaginare intorno a esse nuovi racconti visivi.
IMAGinACTION 2026 torna a Ravenna
Il video dedicato a “Il cielo in una stanza” sarà presentato anche nell’ambito della decima edizione di IMAGinACTION, il Festival Internazionale del Videoclip in programma dall’8 al 12 dicembre 2026 a Ravenna.
Il festival, ideato e prodotto da Raffaella Tommasi per Daimon Film, è realizzato in collaborazione con FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, PMI e le principali case discografiche internazionali, con la direzione artistica del regista Stefano Salvati.
Tra gli appuntamenti già annunciati anche la serata dell’8 dicembre, che vedrà la proiezione di “Profondo Rosso” accompagnata dall’esecuzione dal vivo della colonna sonora dei Claudio Simonetti’s Goblin.