Si chiude la stagione 2026 delle visite straordinarie alla dimora storica di Potenza Picena. Tutte esaurite le giornate di apertura, mentre proseguono gli interventi di restauro e valorizzazione del complesso.
Un’estate di sold out per Villa Buonaccorsi. Con l’ultima apertura di domenica si è conclusa l’edizione 2026 delle visite straordinarie alla storica dimora di Potenza Picena, che nei mesi estivi ha registrato il tutto esaurito in ogni giornata programmata.
A catalizzare l’attenzione dei visitatori è stato soprattutto il Giardino all’Italiana, uno degli elementi più preziosi dell’intero complesso: 60 gli ingressi previsti per ciascuna giornata, con tutti i posti disponibili esauriti.
L’ultima domenica di apertura è diventata anche l’occasione per fare il punto sul futuro di Villa Buonaccorsi e sugli interventi in corso, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel progetto.

Michele Galluzzo, il Sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli,
il Presidente della Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission Andrea Agostini, Barigelli
Villa Buonaccorsi, un patrimonio da restituire al territorio
Il successo dell’iniziativa conferma l’interesse intorno a un luogo che rappresenta uno dei patrimoni storico-paesaggistici più significativi delle Marche.
Villa Buonaccorsi sorge in una tenuta di oltre cinque ettari e il suo complesso comprende, oltre alla villa, giardini all’italiana e all’inglese e diversi edifici legati alla storia della proprietà. Il Ministero della Cultura ricorda inoltre la presenza della chiesetta di San Filippo Neri, del granaio, della limonaia e di un raro teatrino con automi.
«La buona riuscita di questa edizione delle visite guidate conferma il grande interesse che Villa Buonaccorsi continua a suscitare tra cittadini e visitatori», ha sottolineato il presidente della Regione Francesco Acquaroli, ribadendo l’impegno delle istituzioni per rendere progressivamente accessibili gli spazi del complesso.
L’acquisizione della villa da parte del Ministero della Cultura ha infatti aperto una nuova fase per il sito: già nel 2022 il MiC aveva inserito Villa Buonaccorsi tra le acquisizioni al patrimonio dello Stato finalizzate a una nuova fruizione pubblica e alla valorizzazione ambientale, storica, culturale ed economica.
Un’estate di visite tutte esaurite
Il bilancio della stagione racconta una risposta particolarmente positiva da parte del pubblico. Da giugno a settembre, le aperture straordinarie hanno permesso di entrare nel Giardino all’Italiana anche mentre nel complesso proseguono gli interventi di recupero.
«Si conclude un’estate straordinaria», ha commentato il sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, sottolineando come l’iniziativa sia stata resa possibile dalla collaborazione tra amministrazione comunale, Direzione Regionale Musei Nazionali Marche, Soprintendenza ABAP, Regione Marche e Fondazione Marche Cultura, insieme alle realtà e alle associazioni del territorio.
Una formula che ha consentito quindi di mantenere vivo il rapporto tra Villa Buonaccorsi e il pubblico anche durante una fase particolarmente delicata della sua storia.
Villa Buonaccorsi, proseguono i lavori di restauro
Parallelamente alle aperture, continua infatti un articolato programma di recupero, conservazione e valorizzazione.
La prima fase ha riguardato gli interventi urgenti necessari alla sicurezza e alla tutela del complesso, sia dal punto di vista architettonico e impiantistico sia per quanto riguarda la componente vegetale.
Tra i lavori figura anche il recupero della Casa del Fattore, destinata in futuro a ospitare ambienti per l’accoglienza dei visitatori e spazi di lavoro per gli enti gestori. Nel luglio 2026 il Ministero della Cultura ha pubblicato inoltre un provvedimento relativo al restauro degli infissi dell’edificio.
Particolare attenzione è riservata proprio al giardino storico. Nel 2026 la Soprintendenza ha attivato anche un servizio specialistico agronomico a supporto della supervisione delle attività di manutenzione del complesso.
Il Giardino all’Italiana al centro della valorizzazione
Il futuro di Villa Buonaccorsi passa in larga parte dalla tutela del suo paesaggio storico. Come spiegato da Luigi Gallo, direttore delegato di Palazzo Ducale di Urbino – Direzione Regionale Musei Nazionali Marche, è stata avviata la progettazione del restauro del Giardino all’Italiana, considerato uno degli elementi centrali dell’intero complesso.
Il programma non riguarda soltanto gli interventi materiali, ma comprende anche attività di studio e ricerca finalizzate ad approfondire la conoscenza del patrimonio e individuare nuove strategie di conservazione e fruizione.
Un percorso confermato anche dagli interventi programmati dal Ministero: tra le risorse destinate al sito figurano fondi per la manutenzione del Giardino all’Italiana e delle aree esterne, oltre agli investimenti destinati al complesso nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”.
L’obiettivo: una Villa sempre più accessibile
La direzione è quella di una progressiva restituzione di Villa Buonaccorsi alla collettività. Il soprintendente ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata Giovanni Issini ha evidenziato come, accanto alla messa in sicurezza, proseguano la manutenzione del giardino e gli interventi finalizzati a rendere il complesso sempre più accessibile a pubblici differenti.
Una prospettiva nella quale si inserisce anche l’attività di Fondazione Marche Cultura, impegnata nella promozione delle dimore storiche, dei castelli, delle ville, dei parchi e dei giardini storici regionali.
«I gioielli delle Marche devono vivere, accogliere, proporre: Villa Buonaccorsi ne è la prova», ha sottolineato il presidente della Fondazione Andrea Agostini.
Il sold out dell’estate 2026 diventa così qualcosa di più di un semplice dato di affluenza: racconta l’interesse intorno a un luogo che, mentre recupera progressivamente i propri spazi, sta tornando a essere parte attiva dell’offerta culturale delle Marche.