Giornata della Memoria 2026 a Roma: la Fondazione Museo della Shoah tra archivi, testimonianze e nuove voci
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Da casa a Storia: al via la campagna di raccolta documenti della Fondazione Museo della Shoah

Il 23 gennaio in Campidoglio la presentazione di “Dalle case alla Storia”.

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Fotografie ingiallite, lettere mai spedite, certificati, diari scritti a mano. Frammenti di vite che, spesso senza saperlo, raccontano una parte essenziale della storia italiana. Da questa consapevolezza nasce Dalle case alla Storia. Ogni documento può restituire una vita, la nuova campagna di raccolta documenti promossa dall’Archivio storico della Fondazione Museo della Shoah, presentata pubblicamente venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 10.30 nella Sala della Protomoteca.

L’iniziativa invita i cittadini a mettere a disposizione, in originale o in copia, materiali legati alla persecuzione antiebraica in Italia, affinché possano essere tutelati, studiati e restituiti alla collettività. Documenti spesso custoditi per decenni in ambito familiare che rischiano di andare perduti, insieme alle storie che contengono, se non vengono riconosciuti come patrimonio storico condiviso.

Alla presentazione interverranno Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, Carla Consuelo Fermariello, Presidente della Commissione XI – Scuola, Infanzia e Diritto allo studio, e Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah.

«Questa campagna nasce dalla consapevolezza che una parte fondamentale della storia del nostro Paese è ancora custodita nelle case dei cittadini», sottolinea Venezia. «Donare fotografie, lettere e documenti privati non significa rinunciare alla propria memoria, ma affidarla a un lavoro rigoroso e specializzato, capace di tutelarla e restituirla alla collettività come patrimonio vivo e accessibile».

L’evento segna l’avvio pubblico di una campagna permanente e pone al centro una domanda cruciale: cosa accade a un documento quando entra in archivio? Il lavoro dell’Archivio storico, diretto da Marco Caviglia, sarà illustrato nel dettaglio, raccontando il metodo di acquisizione, studio e valorizzazione dei fondi documentari costruiti negli ultimi dieci anni attraverso ricerche, mostre e progetti didattici.

Un momento particolarmente significativo della mattinata sarà la presenza di otto persone le cui storie familiari sono state ricostruite grazie ai primi fondi donati all’Archivio. A loro la Fondazione consegnerà un attestato di gratitudine, riconoscendo il valore civile di un gesto che trasforma la memoria privata in Storia condivisa.

La campagna si inserisce in una rete di collaborazioni scientifiche che coinvolge istituzioni e centri di ricerca, tra cui la Sapienza Università di Roma, con il progetto Sapienza ’38 dedicato all’espulsione di studenti e docenti dalle scuole e dalle università, e la Fondazione Fossoli, impegnata nella ricostruzione delle biografie degli ebrei detenuti nel campo di Fossoli.

In vista del prossimo Giorno della Memoria, i documenti raccolti diventeranno anche il punto di partenza per nuove attività di ricerca, percorsi educativi e una futura mostra. Perché ogni carta, se salvata dall’oblio, può restituire una vita e dare voce a una storia che non deve essere dimenticata.

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