Il 6 novembre ResExtensa Dance Company porta in scena due coreografie ispirate al tarantismo, tra danza contemporanea, ritualità e musica dal vivo.
La danza contemporanea incontra le tradizioni del Sud Italia sul palcoscenico del Teatro Rossini di Pesaro. Venerdì 6 novembre, alle ore 21, prende il via la nuova stagione in abbonamento di Pesaro Danza, che affida l’apertura del cartellone alla ResExtensa Dance Company con “Dittico delle Radici”, un progetto ideato e diretto da Elisa Barucchieri.
Due creazioni coreografiche, “Mors” e “Wolf Spider”, compongono uno spettacolo che esplora il rapporto tra corpo, memoria e ritualità, recuperando l’immaginario del tarantismo per reinterpretarlo attraverso i linguaggi della scena contemporanea. Un percorso nel quale il movimento si intreccia con la musica eseguita dal vivo, dando forma a un racconto che attraversa simboli, miti e tradizioni popolari.
La stagione è promossa dal Comune di Pesaro e AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura, e propone un programma che mette in relazione compagnie internazionali, coreografi italiani, giovani interpreti e grandi classici della danza.
“Dittico delle Radici”, il tarantismo diventa danza contemporanea
Il punto di partenza dello spettacolo è il tarantismo, fenomeno culturale e rituale profondamente legato alla storia dell’Italia meridionale, nel quale musica e movimento assumono un significato che va oltre la semplice espressione artistica.
In “Dittico delle Radici”, questa tradizione viene riletta attraverso una prospettiva contemporanea. La danza diventa uno strumento per esplorare la relazione tra sofferenza e guarigione, tra dimensione individuale e appartenenza collettiva, recuperando il valore simbolico di gesti e figure che appartengono all’immaginario popolare.
L’intento non è riprodurre fedelmente un rito del passato, ma utilizzare le sue suggestioni per costruire una nuova esperienza scenica. Il corpo diventa così il luogo nel quale memoria e presente si incontrano, mentre il linguaggio coreografico trasforma elementi ancestrali in immagini capaci di dialogare con la sensibilità contemporanea.
Le due parti dello spettacolo, pur mantenendo una propria identità, sono collegate da un unico percorso drammaturgico, nel quale la musica dal vivo accompagna il passaggio da una dimensione più simbolica e mitologica a una rappresentazione corale del movimento.
“Mors”, il femminile tra mito e trasformazione
La prima parte della serata è affidata a “Mors”, coreografia firmata da Elisa Barucchieri, che costruisce un percorso ispirato alle figure ancestrali del femminile e alla simbologia del morso.
In scena Veronica Biondini, Francesca De Chirico, Vera Sticchi e Federica Vitellozzi danno vita a un universo nel quale il movimento richiama la figura della Dea Una e Trina e gli animali simbolicamente associati alle tradizioni del Sud: il ragno, lo scorpione e il serpente.
La coreografia si sviluppa attraverso una successione di immagini che evocano il passaggio tra differenti dimensioni dell’esistenza. I corpi delle interpreti si incontrano e si trasformano in una presenza collettiva, alternando momenti di forte intensità fisica a passaggi nei quali prevalgono precisione del gesto e suggestione poetica.
Ad accompagnare la danza sono le musiche originali di Francesco Dracca, eseguite dal vivo, che contribuiscono a costruire l’atmosfera dello spettacolo. Il risultato è un racconto scenico nel quale la figura femminile assume molteplici significati, diventando simbolo di energia, trasformazione e capacità di attraversare il cambiamento.
“Wolf Spider”, la pizzica come gesto collettivo
Un intermezzo musicale scandito dai tamburi a cornice accompagna il pubblico verso la seconda parte del dittico, creando un collegamento sonoro tra le due coreografie.
Con “Wolf Spider”, firmato da Moreno Guadalupi, Mattia Russo e Antonio De Rosa, il riferimento al tarantismo assume una dimensione più direttamente legata al presente. La pizzica, con il suo ritmo e la sua energia, diventa il punto di partenza per una creazione corale nella quale il movimento esprime tensione, partecipazione e liberazione.
Se “Mors” si concentra soprattutto sulla dimensione simbolica e mitologica del rito, “Wolf Spider” ne sviluppa la forza collettiva, trasformando la tradizione in un linguaggio coreografico contemporaneo.
La componente musicale riveste anche in questo caso un ruolo fondamentale. Le composizioni sono di Alejandro da Rocha, con la voce di Enza Pagliara e le percussioni di Elisa Barucchieri ed Enza Pagliara.
Le due creazioni costruiscono così un dialogo tra passato e presente, mostrando come un patrimonio culturale profondamente radicato nel territorio possa continuare a generare nuove forme di espressione artistica.
Dopo lo spettacolo torna “Oltre la scena Danza”
L’appuntamento inaugurale non si concluderà con l’ultima coreografia. Al termine di “Dittico delle Radici” è infatti previsto un nuovo incontro di “Oltre la scena Danza”, iniziativa che offre al pubblico l’opportunità di approfondire i contenuti e i linguaggi dello spettacolo appena visto.
A guidare questo momento sarà Francesca Pedroni, giornalista e studiosa di danza, che accompagnerà gli spettatori nell’interpretazione delle immagini e delle scelte coreografiche, aiutandoli a riconoscere i significati che possono emergere dal movimento.
L’incontro rappresenta un’occasione per avvicinarsi alla danza contemporanea anche attraverso strumenti di lettura differenti, approfondendo il rapporto tra gesto, narrazione e immaginario artistico.
“Dittico delle Radici” al Teatro Rossini: data e informazioni
L’appuntamento con ResExtensa Dance Company è fissato per venerdì 6 novembre 2026 alle ore 21, al Teatro Rossini di Pesaro.
Per informazioni sulla serata e sulla biglietteria è possibile contattare il Teatro Rossini al numero 0721 387621.
Con “Dittico delle Radici”, Pesaro Danza inaugura una stagione che sceglie di mettere in relazione tradizione e sperimentazione, affidando alla danza il compito di rileggere un patrimonio di gesti, suoni e simboli che continua a parlare al presente.