C’è la ricerca di una nuova forza dopo un momento difficile all’origine di “Oba Oba”, il nuovo singolo di Aramà, in uscita venerdì 14 agosto 2026 su tutte le piattaforme digitali.
PRE SAVE “Oba Oba” di Aramà
Cantante, compositrice e performer italiana, da anni Aramà porta avanti un percorso artistico profondamente legato al Brasile. Nel nuovo brano questo incontro diventa ancora più evidente: percussioni e sonorità afro-brasiliane entrano in una struttura pop contemporanea, mentre il testo affronta temi come rinascita, cura e ricerca di un equilibrio interiore.
“Oba Oba” e il riferimento a Obaluaiê
Dietro il brano c’è un riferimento preciso alla spiritualità afro-brasiliana. Aramà, nome d’arte di Giulia Carmentano, ha infatti concepito la canzone come una dedica al “Signore della Cura”, ispirandosi alla figura di Obaluaiê, divinità della mitologia yoruba presente nelle religioni afro-brasiliane e associata alla malattia, alla guarigione e alla conoscenza dei rimedi.
Un’immagine nella quale l’artista racconta di essersi riconosciuta al termine di un periodo personale particolarmente complesso:
«Nella tradizione afro-brasiliana, Obaluaiê è una delle divinità più venerate della mitologia yoruba e delle religioni afroamericane del candomblé e degli orixás, considerato il medico per eccellenza, custode delle malattie e conoscitore dei rimedi per ogni male. L’ispirazione è arrivata al termine di un periodo personale molto complicato. In questa figura ho trovato un simbolo di guarigione e rinascita.»
È da questa idea che prende forma un pezzo costruito soprattutto sul ritmo, con un andamento quasi rituale nel quale la musica diventa il mezzo per raccontare la possibilità di ritrovare forza e fiducia.
Un testo in portoghese tra rinascita e dialogo tra culture
“Oba Oba” è scritto in portoghese brasiliano e utilizza diverse immagini legate alla natura, alla vita e alla capacità di trasformare le proprie ferite.
Particolarmente significativo è il verso “Sou de amém, sou de axé”, nel quale convivono due riferimenti differenti: da una parte l’“amen” della tradizione cristiana, dall’altra l’“axé”, concetto legato alle religioni di origine africana e alla forza vitale presente nel candomblé.
Un accostamento attraverso il quale Aramà porta nel brano anche un messaggio di convivenza e dialogo tra culture e fedi differenti.
Aramà, un percorso musicale tra Italia e Brasile
Nata a Bologna e con origini materane, Aramà ha costruito negli anni un’identità artistica nella quale pop, elettronica, ritmi tropicali e influenze afro-brasiliane convivono in maniera sempre più marcata.
Il suo percorso parte dalla danza: a 17 anni ottiene una borsa di studio al Conservatorio di Francoforte, affiancando successivamente alla formazione coreutica anche teatro e recitazione. Nel 2006 fonda la sua prima band, mentre il debutto discografico arriva nel 2010 con “Tula Baba”.
Negli anni intensifica il rapporto con il Brasile e collabora con diversi protagonisti della scena musicale locale, tra cui Rael, Felipe Cordeiro, Ramilson Maia, Boss in Drama, Samuca e a Selva ed Enme.
Nel 2017 pubblica il primo album “La Verità”, seguito da “As Luas de Wesak” nel 2019 e “Luz e Sombras / Luci e Ombre” nel 2023.
Tra le pubblicazioni più recenti figura “Ressaca da Saudade”, uscito nell’aprile 2026 insieme alla rapper brasiliana Enme.
L’attività dal vivo ha portato Aramà sui palchi di Italia, Brasile, Marocco e Capo Verde. Nel 2022 ha inoltre condiviso il palco con Rael durante il tour accompagnato dall’Orchestra Magna Grecia, con concerti a Matera, Taranto e Potenza.
Con “Oba Oba”, Aramà prosegue ora il percorso di pubblicazioni avviato nel 2026 che porterà a un nuovo EP, continuando a utilizzare il rapporto tra Italia e Brasile come uno degli elementi centrali della propria ricerca musicale.
