Il Festival di Sanremo 2027 è ancora lontano, ma la partita per costruire il prossimo cast è già uno degli argomenti più interessanti della musica italiana. E questa volta potrebbe esserci una novità destinata a rendere la selezione ancora più difficile: Stefano De Martino starebbe pensando di ridurre il numero degli artisti in gara, portando il cast a circa 24 Big.
Se questa impostazione venisse confermata, ogni posto all’Ariston acquisterebbe ancora più peso. Servirebbe trovare un equilibrio tra grandi nomi, artisti capaci di dominare streaming e classifiche, protagonisti della nuova scena, cantautori, ritorni importanti e qualche scelta meno prevedibile.
È proprio partendo dall’ipotesi di 24 cantanti in gara che nasce questo toto-Sanremo. Non una lista ufficiale e nemmeno la pretesa di anticipare le scelte della direzione artistica, ma una previsione costruita osservando il momento dei singoli artisti, il loro percorso discografico e ciò che potrebbero rappresentare all’interno del prossimo Festival.
Ecco quindi 24 nomi che, oggi, avrebbero le caratteristiche per entrare nel cast di Sanremo 2027.
Tiziano Ferro
Potrebbe essere il nome da copertina dell’intero Festival. Tiziano Ferro non ha mai partecipato a Sanremo in gara e il suo debutto avrebbe inevitabilmente il peso del grande evento.
La sua presenza permetterebbe inoltre a De Martino di avere un artista di primissimo piano senza ricorrere necessariamente a uno dei nomi che hanno frequentato maggiormente l’Ariston negli ultimi anni. Con la canzone giusta, sarebbe probabilmente uno dei debutti più attesi dell’edizione.
Geolier
Quasi impossibile non considerarlo tra i candidati più forti.
Dopo il secondo posto del 2024 con I p’ me, tu p’ te, Geolier ha continuato a consolidare una posizione centrale nella musica italiana. Numeri enormi nello streaming, pubblico giovane e una storia con Sanremo rimasta inevitabilmente aperta dopo quell’edizione.
Un suo ritorno tre anni dopo avrebbe già una narrazione fortissima.
Anna
Se si cercano debutti capaci di fare realmente rumore, Anna è uno dei primi nomi da mettere sul tavolo.
Rappresenta una parte importante della nuova generazione e dello streaming italiano. Sanremo potrebbe essere il passaggio capace di allargare ulteriormente il suo pubblico, portandola davanti a quella platea generalista che va molto oltre i numeri delle piattaforme digitali.
Sarebbe uno dei colpi più contemporanei del cast.
Mahmood
Il rapporto tra Mahmood e Sanremo parla da solo.
Due vittorie, un percorso internazionale e una capacità ormai consolidata di utilizzare l’Ariston senza snaturare la propria identità artistica. Dopo l’ultima partecipazione del 2024, tre anni potrebbero rappresentare la distanza giusta per un nuovo capitolo.
E in un Festival che deve tenere insieme pubblico televisivo, streaming ed Eurovision, Mahmood resta uno dei profili più completi.
Blanco
Il suo ritorno avrebbe una narrazione quasi già scritta.
Blanco ha vinto nel 2022 insieme a Mahmood con Brividi, è stato protagonista nel 2023 della controversa vicenda delle rose e successivamente è tornato a orbitare intorno al Festival anche come autore.
Rivederlo finalmente in gara, concentrando l’attenzione esclusivamente sulla musica, potrebbe diventare uno dei racconti più forti di Sanremo 2027.
Elodie
Musica, immagine, presenza scenica e capacità di parlare contemporaneamente al pubblico televisivo e a quello delle piattaforme.
Elodie possiede praticamente tutte le caratteristiche richieste a una protagonista del Festival contemporaneo. Non avrebbe bisogno di Sanremo per rilanciarsi: proprio per questo potrebbe tornarci soltanto davanti a una canzone capace di rappresentare realmente un nuovo passaggio della sua carriera.
Emma
Sanremo è parte integrante della storia artistica di Emma, dalla vittoria del 2012 alle successive partecipazioni.
Un altro ritorno non sorprenderebbe nessuno, ma con un cast eventualmente ridotto a 24 artisti dovrebbe essere necessariamente sostenuto da una canzone molto forte. Il suo nome garantirebbe comunque esperienza, riconoscibilità e un rapporto consolidato con il pubblico dell’Ariston.
Madame
Manca dalla gara dal 2023 e il 2027 potrebbe rappresentare il momento ideale per tornare.
Madame occupa uno spazio molto particolare nella musica italiana: può attraversare cantautorato, pop e linguaggi contemporanei senza essere facilmente sovrapponibile ad altri artisti.
Quattro anni di distanza dall’ultima partecipazione sarebbero inoltre sufficienti per evitare qualsiasi sensazione di déjà-vu.
Tedua
Uno dei debutti che potrebbero dare un segnale preciso sulla direzione musicale del Festival.
Se Sanremo vuole continuare a fotografare realmente ciò che accade nella musica italiana, non può ignorare il peso della scena rap. Tedua arriverebbe all’Ariston con pubblico, credibilità e numeri sufficienti per non apparire come la semplice presenza urban inserita per completare il cast.
Potrebbe essere uno degli esordi più interessanti.
Tananai
La sua storia sanremese sembra quasi costruita per avere un terzo capitolo.
Ultimo nel 2022 con Sesso occasionale, quinto appena dodici mesi dopo con Tango: Tananai è passato in pochissimo tempo dalla sorpresa ironica alla consacrazione.
Nel frattempo è cresciuto ulteriormente come artista e autore. Tornare una terza volta potrebbe completare una delle parabole più particolari degli ultimi Festival.
Achille Lauro
Quando si parla di Sanremo è difficile escluderlo completamente.
Achille Lauro ha dimostrato più volte di saper utilizzare il palco dell’Ariston non soltanto per presentare una canzone, ma come parte di un progetto artistico e visivo più ampio.
Il vero dubbio riguarda la vicinanza con le precedenti apparizioni. In un cast ridotto, un nuovo ritorno avrebbe senso soltanto davanti a un brano e a un progetto abbastanza forti da giustificarlo.
Alessandra Amoroso
Dopo anni di attesa, Alessandra Amoroso ha finalmente debuttato in gara nel 2024.
Quel passaggio ha eliminato una pressione che aveva accompagnato a lungo il suo rapporto con Sanremo. Un’eventuale seconda partecipazione potrebbe quindi essere affrontata in maniera completamente diversa, facendo dipendere la scelta soprattutto dalla qualità della canzone e dal momento discografico.
Venerus
Potrebbe essere uno dei nomi meno immediati per il pubblico generalista, ma proprio per questo uno dei più interessanti.
Venerus porterebbe nel cast una componente più sofisticata e una ricerca musicale differente rispetto al pop tradizionale dell’Ariston.
In una selezione di 24 artisti servono grandi nomi, ma servono anche quelle scelte capaci di dare identità musicale alla direzione artistica. Venerus potrebbe essere una di queste.
Coez
Forse è semplicemente arrivato il momento.
Coez ha alle spalle una carriera abbastanza lunga, numerosi brani entrati nell’immaginario pop italiano e un pubblico consolidato, ma non ha ancora costruito una propria storia sanremese.
Il suo linguaggio è ormai sufficientemente trasversale per funzionare all’Ariston senza dover modificare la propria identità. Sarebbe uno dei debutti più naturali.
Frah Quintale
Un altro possibile esordio che avrebbe una precisa logica musicale.
Frah Quintale si muove da tempo in uno spazio personale tra pop, rap e cantautorato. È riconoscibile, ha una propria identità e potrebbe portare a Sanremo qualcosa di contemporaneo senza risultare distante dal pubblico televisivo.
Il classico nome che potrebbe sorprendere chi segue soltanto superficialmente il Festival.
Kid Yugi
Questa sarebbe probabilmente una delle scelte più coraggiose.
Kid Yugi rappresenta una parte della nuova scena rap italiana che difficilmente può essere ignorata se l’obiettivo è raccontare la musica del presente.
Non sarebbe certamente il nome più tradizionale per l’Ariston, ma proprio per questo potrebbe diventare uno degli elementi di maggiore discontinuità del cast.
Sarah Toscano
Sanremo potrebbe rappresentare un passaggio importante nella costruzione della sua carriera.
Sarah Toscano appartiene a quella generazione di giovani artisti che hanno già ottenuto una forte esposizione ma devono trasformarla in un percorso discografico sempre più autonomo.
L’Ariston potrebbe consentirle di raggiungere definitivamente un pubblico più ampio rispetto a quello che l’ha conosciuta attraverso il talent.
Settembre
Qui il percorso sarebbe quasi naturale.
Settembre ha già conosciuto Sanremo vincendo tra le Nuove Proposte nel 2025. L’ingresso successivo nella categoria principale rappresenterebbe quindi la prosecuzione di un percorso già iniziato sul palco dell’Ariston.
Sarebbe anche un modo per dare continuità alla funzione del Festival come luogo nel quale un giovane artista può crescere da una categoria all’altra.
Gaia
Gaia ha costruito nel tempo un’identità precisa, caratterizzata da un pop che guarda spesso oltre i confini italiani.
Un suo ritorno potrebbe funzionare soprattutto con una canzone capace di valorizzare questa componente internazionale e di mostrarne una fase artistica differente rispetto alle precedenti apparizioni.
In un cast equilibrato potrebbe occupare uno spazio pop molto riconoscibile.
The Kolors
Sono uno di quei nomi capaci di tenere insieme quasi tutto ciò che serve a Sanremo: radio, streaming e pubblico generalista.
Negli ultimi anni The Kolors hanno dimostrato una notevole capacità di trasformare i singoli in successi popolari. Stash conosce inoltre perfettamente i meccanismi televisivi dell’Ariston.
Un loro ritorno sarebbe probabilmente una delle scelte meno sorprendenti, ma anche una delle più funzionali.
Emma Nolde
Questa potrebbe essere una delle vere scommesse del cast.
Emma Nolde rappresenterebbe una scelta meno legata ai grandi numeri e maggiormente alla qualità e alla ricerca musicale. La sua presenza porterebbe all’Ariston una parte diversa del nuovo cantautorato italiano.
In un Festival con soli 24 posti sarebbe proprio uno di quei nomi capaci di far capire quanto la direzione artistica voglia spingersi oltre le scelte più prevedibili.
California
La nuova fase solista di California, dopo il percorso con i Coma_Cose, potrebbe trovare nell’Ariston una vetrina particolarmente significativa.
Sanremo consentirebbe di segnare in maniera netta il passaggio dal progetto precedente alla nuova identità artistica.
Più che un semplice debutto, sarebbe quindi la presentazione al grande pubblico di un nuovo capitolo professionale.
Nada
Se la maggior parte del cast fosse costruita attorno al pop contemporaneo e alle nuove generazioni, servirebbe anche almeno un’artista capace di rappresentare la storia della musica italiana.
Nada avrebbe autorevolezza sufficiente per occupare quello spazio senza trasformarlo in una semplice operazione nostalgia.
La sua sarebbe una scelta musicale prima ancora che generazionale.
Nicolò Filippucci
In una rosa di 24 nomi potrebbe esserci spazio anche per un artista ancora nella fase iniziale del proprio percorso.
Nicolò Filippucci rappresenterebbe la componente più giovane ed emergente della selezione. Sanremo ha bisogno anche di questo: non soltanto certificare artisti già affermati, ma offrire un’accelerazione a chi sta costruendo la propria carriera.
In un cast più ristretto sarebbe una scommessa importante.
Sanremo 2027, la possibile lista dei 24 Big
Mettendo insieme tutte queste considerazioni, il possibile cast sarebbe quindi:
Tiziano Ferro → Geolier → Anna → Mahmood → Blanco → Elodie → Emma → Madame → Tedua → Tananai → Achille Lauro → Alessandra Amoroso → Venerus → Coez → Frah Quintale → Kid Yugi → Sarah Toscano → Settembre → Gaia → The Kolors → Emma Nolde → California → Nada → Nicolò Filippucci.
Naturalmente non si tratta del cast ufficiale, ma di una previsione costruita sul possibile scenario di un Festival con 24 Big, qualora venisse confermata la volontà di Stefano De Martino di ridurre il numero dei partecipanti.
Con meno posti disponibili, la costruzione del cast diventerebbe ancora più interessante. Ogni scelta dovrebbe avere una funzione precisa: il grande debutto, il ritorno importante, il nome urban, la star dello streaming, il cantautore, l’artista emergente e qualche candidatura capace di sorprendere.
Se davvero Sanremo 2027 prenderà questa direzione, la selezione potrebbe diventare una delle più combattute degli ultimi anni.