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Musicultura entra nel carcere di Barcaglione di Ancona: la musica diventa incontro e libertà

I vincitori di Musicultura 2026 hanno incontrato e cantato con oltre sessanta detenuti per il finale del progetto “La casa in riva al mare”.

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I vincitori di Musicultura 2026 si sono esibiti davanti a oltre sessanta detenuti per il gran finale de “La casa in riva al mare”, progetto che porta musica, scrittura e condivisione all’interno dell’istituto penitenziario.

Ci sono luoghi in cui una canzone può assumere un significato diverso. Al carcere di Barcaglione, ad Ancona, la musica è diventata per qualche ora occasione di incontro, ascolto e condivisione grazie a “La casa in riva al mare”, progetto promosso dal Garante dei diritti della persona della Regione Marche e realizzato con Musicultura.

Per l’appuntamento conclusivo della terza edizione sono arrivati nel penitenziario Claudio Covato, Rosita Brucoli, DDUMA, MEZZANERA, Narratore Urbano, Isabella Privitera e Giulia Trovò, protagonisti di Musicultura 2026. Ad ascoltarli oltre sessanta detenuti, insieme alle autorità e a una rappresentanza degli studenti coinvolti durante l’anno nelle attività del festival.

Concerto vincitori di Muiscultura Carcere Barcaglione

DDUMA torna a Barcaglione dopo il premio allo Sferisterio

Il legame tra Musicultura e Barcaglione si era rafforzato lo scorso giugno, quando DDUMA aveva ricevuto sul palco dello Sferisterio di Macerata il Premio “La casa in riva al mare 2026”.

A sceglierla era stata una giuria speciale composta proprio dalle persone detenute nell’istituto penitenziario, che avevano individuato l’artista tra gli otto vincitori di Musicultura. Due rappresentanti della giuria, in permesso, avevano poi consegnato personalmente il riconoscimento durante la serata allo Sferisterio.

DDUMA aveva promesso che sarebbe tornata per incontrare chi aveva ascoltato e votato la sua musica. Una promessa mantenuta con l’esibizione di “Fimmine de guerra” davanti alla platea del Barcaglione.

«Sapere che avete scelto di premiarmi riconoscendovi nel testo della mia canzone dà a questo premio un valore umano e simbolico davvero profondissimo», ha raccontato l’artista, sottolineando il clima di amicizia e partecipazione trovato all’interno dell’istituto.

Giancarlo Giulianelli Ezio Nannipieri
Giancarlo Giulianelli ed Ezio Nannipieri

“La casa in riva al mare”: musica e scrittura dentro il carcere

“La casa in riva al mare” non si esaurisce nel concerto finale. Il progetto, indicato come Best Practice dal Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nasce con l’obiettivo di contribuire ai percorsi di rieducazione e reinserimento, favorire l’integrazione culturale e mantenere vivi stimoli emotivi e culturali all’interno del carcere.

Nei mesi precedenti un gruppo di detenuti aveva infatti partecipato a laboratori di musica e scrittura coordinati dal direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri. Da quel percorso era nata anche la giuria chiamata ad ascoltare e valutare le canzoni degli artisti del festival.

Inizialmente il concerto conclusivo avrebbe dovuto vedere protagonista soltanto DDUMA, in quanto vincitrice del premio. Gli altri artisti di Musicultura hanno però scelto di partecipare spontaneamente, trasformando l’appuntamento in un incontro collettivo con le persone che nei mesi precedenti avevano ascoltato, discusso e votato le loro canzoni.

carcere Gen Ernesto Cimino Com Nicola De Filippis
Sonia Razzetti Direttore del carcere, il Gen Ernesto Cimino e il Com Nicola De Filippis

Da Claudio Covato a Rosita Brucoli, i vincitori sul palco

Le esibizioni di Rosita Brucoli, Claudio Covato, DDUMA, MEZZANERA, Narratore Urbano, Isabella Privitera e Giulia Trovò hanno attraversato registri ed emozioni differenti, alternando momenti più intimi alla voglia di ballare e stare insieme.

Ma questa volta il palco non è appartenuto soltanto agli artisti.

A prendere parte attivamente alla serata sono stati anche alcuni componenti della giuria del Barcaglione. M’Barki Houcen ha interpretato i versi del poeta tunisino Abul Qasim al Shabby, mentre Walter Palombini, ex pugile, ha letto un proprio testo nel quale la vita viene raccontata attraverso la metafora del ring: un combattimento che, non sempre, segue delle regole.

Un passaggio che restituisce forse meglio di altri il senso dell’intero progetto: non portare semplicemente uno spettacolo dentro un carcere, ma creare uno spazio nel quale chi si trova al suo interno possa diventare parte attiva dell’esperienza.

A Barcaglione nascerà una sala dedicata alla musica

La terza edizione de “La casa in riva al mare” lascia anche un risultato concreto.

Il Garante regionale dei diritti della persona Giancarlo Giulianelli ha annunciato che, grazie alla collaborazione tra Musicultura e la direzione penitenziaria, all’interno della Casa di Reclusione di Barcaglione sarà realizzata una sala dedicata alla musica.

Uno spazio che punta a dare continuità al percorso portato avanti durante l’anno e al valore riabilitativo e rieducativo attribuito alla musica e alle attività culturali all’interno dell’istituto.

Tutti insieme sulle note di “Vivere”

Il finale ha cancellato, almeno simbolicamente, la distanza tra palco e platea. Artisti e detenuti si sono ritrovati insieme sulle note di “Vivere” di Vasco Rossi, cantata tra cori e partecipazione collettiva.

«Qui al Barcaglione abbiamo costruito un momento in cui ci siamo sentiti davvero vicini gli uni agli altri», ha commentato Ezio Nannipieri. Il direttore artistico di Musicultura ha ricordato come il cuore del progetto non sia soltanto ascoltare e analizzare le canzoni, ma utilizzare la musica per ritrovare una dimensione comune.

Una parola, in particolare, sintetizza il suo pensiero: empatia. Quella capacità di riconoscersi nell’altro che può nascere anche attraverso una canzone e che, per qualche ora, ha messo sullo stesso palco artisti e persone detenute.

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