Certe persone entrano nella nostra vita come una dipendenza: le desideriamo, le rincorriamo, le idealizziamo, anche quando sappiamo che ci stanno facendo male. È proprio da questa contraddizione emotiva che nasce “Veleno”, il singolo con cui Martina D’Andrea, giovane artista salentina oggi residente a Roma, si prepara a fare il suo debutto discografico il prossimo 12 giugno.
PRE SAVE “VELENO DI MARTINA D’ANDREA
Un brano che affronta senza filtri il tema delle relazioni tossiche, trasformando una ferita personale in una riflessione universale sulla difficoltà di riconoscere il lato oscuro di chi amiamo. Tra influenze che affondano le radici nella sua terra d’origine e una scrittura nata di getto, Martina racconta un percorso di consapevolezza e liberazione, affidando alla musica il compito di dare voce a emozioni spesso difficili da confessare. L’abbiamo intervistata per scoprire come è nato “Veleno”, cosa rappresenta per lei oggi e quali sono i prossimi passi del suo percorso artistico.
Il 12 giugno esce il tuo nuovo singolo, “Veleno”. Già dal titolo si percepisce un’atmosfera forte, quasi viscerale. Da dove nasce l’esigenza di scrivere questo brano?
‘Veleno’ nasce dall’esigenza di raccontare un paradosso che ho incontrato molto spesso nella mia vita, sia in amore che in amicizia. Desiderare fortemente qualcuno, ma quel qualcuno allo stesso tempo si rivela una persona tossica.
Spesso il “veleno” è qualcosa che distrugge, ma in piccoli dosaggi può diventare anche un antidoto. Nella tua canzone, questo elemento è più una condanna o una forma di cura/consapevolezza?
Ho interpretato il ‘Veleno’ come se fosse una condanna, un’ energia negativa che ci può portare solo buio. Ecco perché ho voluto parlare di ‘Veleno’ . Molte volte siamo talmente accecati dall’amore tanto da non vedere il lato oscuro della persona che desideriamo, quindi è anche un invito ad aprire gli occhi e desiderare il meglio per noi stessi.
Tu vieni dal Salento, una terra ricca di musica, ritmo e contaminazioni, ma anche di storie intense. Quanto della tua terra e della sua “energia” (penso anche al concetto storico del tarantismo, legato proprio a un “veleno” da esorcizzare attraverso la musica) è fluito, anche inconsciamente, in questo singolo?
Diciamo che musicalmente la pizzica mi ha condizionato inconsciamente. Mentre per quanto riguarda il significato della canzone, è stato scritto di getto come pensiero, quindi è un caso che si assomigli. Il concetto, effettivamente, è molto simile, si parla di ‘liberazione’ , infatti proprio alla fine della canzone c’è questa frase ‘voglio solo che rimani senza tutto il tuo veleno’.
Come stai vivendo questi ultimi giorni prima del lancio? C’è un pizzico di ansia o prevale la voglia di “liberare” il brano e lasciarlo andare nelle cuffie di chi ascolta?
In questi ultimi giorni prima del lancio c’è un po’ di ansia, ma nella giusta quantità e allo stesso tempo non vedo l’ora di condividerlo con tutti.
Dopo l’uscita di “Veleno”, quali saranno i prossimi passi? C’è già in programma un videoclip o magari qualche data live estiva dove poterti ascoltare dal vivo?
Ho un mio progetto a cui sto lavorando, dopo l’uscita di ‘Veleno’ vorrei pian piano far uscire le altre mie canzoni e quest’estate sicuramente sarà ricca di sorprese. Ancora non ho delle date ben precise, ma molte occasioni dove potermi esibire si, questo indubbiamente. Non vedo l’ora che arrivi il 12 giugno per condividerla con tutti.
Redazione ForYouMag.net

