Sono iniziate a Sassoferrato le riprese del lungometraggio ispirato alla sfida giocata nel 1944 tra soldati tedeschi e giovani del paese. Nel cast Francesco Pannofino, Paolo Bernardini, Moreno Torricelli e Dario Hubner.
Una partita di calcio nel cuore della guerra. Un episodio sospeso tra storia e leggenda che, a oltre ottant’anni di distanza, diventa un film. Sono iniziate nelle Marche le riprese di “Italia Germania ’44”, lungometraggio ispirato alla celebre sfida disputata a Sarnano nell’aprile del 1944 tra i soldati tedeschi presenti nel territorio e alcuni giovani del paese.
Il primo ciak è stato battuto il 28 settembre a Monterosso, frazione di Sassoferrato, dando ufficialmente il via a una produzione profondamente legata al territorio marchigiano. Il set si sposterà infatti tra Sarnano, San Ginesio, Jesi, Serra San Quirico, Montecarotto, Cupramontana, Bolognola e i Monti Sibillini.
A produrre il film sono Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab, mentre circa il 90% del cast e delle maestranze coinvolte proviene dalle Marche.
La partita di Sarnano del 1944 diventa un film
La vicenda raccontata da “Italia Germania ’44” riporta lo spettatore alla primavera del 1944. L’Italia era divisa dal fronte e le Marche si trovavano ancora sotto occupazione nazifascista. Sarnano era presidiata dalle truppe tedesche, mentre sui Monti Sibillini erano già attive le prime formazioni della Resistenza.
In un contesto dominato dalla paura e dall’incertezza, il sergente maggiore tedesco Walter Kobler avrebbe avuto l’idea di organizzare una partita tra i militari del presidio e i giovani di Sarnano. Un incontro pensato per restituire alla popolazione, almeno per qualche ora, un’apparenza di normalità.
A occuparsi della formazione italiana e ad arbitrare la partita fu Mario Maurelli, destinato nel dopoguerra a diventare un importante arbitro del calcio italiano, con 98 presenze in Serie A. Oggi il campo sportivo di Sarnano porta il suo nome.
Tra i giocatori italiani c’erano soprattutto giovani nascosti per sottrarsi alla leva forzata o vicini alla Resistenza. Ad assistere alla partita furono principalmente donne, anziani e bambini, mentre molti uomini si trovavano al fronte, erano in fuga oppure avevano preso le armi.
Persino il risultato finale rimane incerto. Alcune testimonianze parlano di un pareggio per 1-1, altre ricordano un punteggio differente. Proprio questo confine tra cronaca e racconto popolare ha contribuito, negli anni, a trasformare quella partita in una storia tramandata attraverso ricerche, documentari, podcast e articoli.
Un cast tra cinema e grandi nomi del calcio
La regia di “Italia Germania ’44” è affidata al collettivo Subwaylab, formato da Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini, autori anche del soggetto insieme a Leonardo Martellini. La sceneggiatura è firmata da Claudio Centioni e Roberto Recchioni.
Una scelta simbolica riguarda anche la durata del film: 90 minuti, esattamente come una partita di calcio.
Nei ruoli principali troviamo Paolo Bernardini, che interpreta Mario Maurelli, Alex Lorenzin nei panni di Mimmo Maurelli, Alessandro Fella in quelli di Decio Filipponi, Rebecca Liberati nel ruolo di Ines, Chiara Renzi in quello di Melissa, detta “Valchiria”, e David Paryla nei panni di Kobler.
Nel cast figura anche Francesco Pannofino, che interpreta Cesare.
La pellicola porta inoltre sul set due volti molto conosciuti dagli appassionati di calcio: Moreno Torricelli, ex difensore di Juventus e Fiorentina e vincitore della Champions League 1995-96, nel ruolo di Villa, e Dario Hubner, storico attaccante di Brescia e Piacenza e capocannoniere della Serie A 2001-02, che interpreta Casadei.
Completano il cast Giacomo Bottoni, Dino Galiano, Nikolai Selivanovsky, Valentina Bivona, Giuseppe Lo Piccolo, Mirco Abbruzzetti, Piero Massimo Macchini, Mathe Kabe, Kevin Pizzi, Kevin Lettieri e Victor Carlo Vitale.
Il calcio come metafora di solidarietà
Nel film la partita diventa qualcosa di più di un semplice evento sportivo. Il calcio viene utilizzato come strumento narrativo per raccontare la forza del gruppo e la possibilità di creare legami anche all’interno di un momento storico segnato dal conflitto.
«Il calcio è uno sport di strada, popolare, epico, nel quale si confrontano due squadre: il gruppo unito sovrasta il talento dei singoli, e il talento dei singoli messo a disposizione del gruppo lo rende inarrestabile», spiegano i registi Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini, sottolineando come la storia rappresenti una metafora della solidarietà in un periodo drammatico.
Anche Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, sottolinea il valore dell’operazione, capace di riportare sullo schermo una vicenda appartenente alla memoria del territorio e, contemporaneamente, di coinvolgere professionisti e interpreti marchigiani valorizzando diverse località della regione.
Una produzione fortemente legata alle Marche
“Italia Germania ’44” è realizzato con i contributi selettivi della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura ed è tra i progetti vincitori del bando audiovisivi della Regione Marche – PR-FESR 2021-2027, promosso e gestito dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
Il progetto è sostenuto anche dai Comuni di Sarnano e San Ginesio e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, con la collaborazione di numerose amministrazioni locali e del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi.
Dal punto di vista tecnico, la produzione introduce inoltre una particolarità significativa: “Italia Germania ’44” viene presentato come il primo film italiano girato con le nuove camere Blackmagic 17K 65mm, affiancate da una 12K PYXIS e ottiche TLS VEGA 65.
Tecnologia contemporanea e memoria storica si incontrano così per riportare sul grande schermo una partita giocata più di ottant’anni fa, quando per novanta minuti, in un piccolo paese delle Marche attraversato dalla guerra, il calcio riuscì a creare uno spazio inatteso di normalità.

