Ci sono scoperte che nascono quasi per caso e che finiscono per aggiungere un nuovo capitolo alla storia di un luogo. È quanto accaduto a Casa Leopardi, dove oggi è stata presentata ufficialmente la nuova Sala degli Antichi, uno spazio restituito al pubblico dopo un lungo intervento di restauro che ha riportato alla luce un importante apparato decorativo risalente tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.
La nuova sala entra a far parte del percorso di visita della Biblioteca Leopardi e rappresenta una delle più significative novità culturali degli ultimi anni per il celebre palazzo recanatese. Dietro pareti che per oltre un secolo avevano nascosto il passato, sono infatti riemersi affreschi, decorazioni allegoriche, paesaggi, scene di vita e simboli che raccontano una storia lunga più di cinque secoli.
A raccontare l’origine di questa scoperta è stata la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta, che ha ripercorso le fasi che hanno portato al ritrovamento. «Da sempre la nostra famiglia persegue la missione della salvaguardia dei luoghi amati e abitati da Giacomo; quelli in cui ha sognato, studiato, immaginato, poetato e vissuto gli anni che gli furono più dolci. In quest’ottica, ma senza aspettarci in principio nulla di straordinario, abbiamo deciso di intervenire con un importante lavoro di ripristino murario in quella che, dal 1898, era comunemente nota come Sala dei manoscritti».
La sorpresa è arrivata durante i primi saggi effettuati sulle pareti. Quello che inizialmente sembrava un semplice recupero di decorazioni più recenti si è trasformato in qualcosa di molto più importante. «Quello che invece non potevamo immaginare era di imbatterci in nuovi colori, tanto brillanti quanto inattesi: con estrema cura e pazienza avviammo il lavoro di scopritura, per capire se veramente fossimo davanti a qualcosa di leggibile o se fossero solo mere tracce di antiche decorazioni».
Per due anni restauratori, storici dell’arte e tecnici hanno lavorato per recuperare ciò che il tempo aveva nascosto. Il risultato è una sala che oggi permette ai visitatori di ammirare decorazioni caratterizzate da finte architetture, figure allegoriche, paesaggi, scene di caccia e una suggestiva nave accompagnata dal motto latino “In Te Confido”.
Durante la presentazione, il professor Stefano Papetti, Curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno e Presidente della Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative, ha illustrato il valore storico e artistico del ritrovamento, spiegando come il ciclo pittorico rispecchi il gusto decorativo diffuso tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Secondo lo studioso, l’apparato decorativo presenta collegamenti con importanti esperienze artistiche sviluppatesi nelle Marche e nel vicino cantiere di Loreto, uno dei principali centri culturali dell’epoca. La complessità iconografica e la qualità delle decorazioni testimoniano inoltre il prestigio della dimora e il livello culturale della famiglia che la abitava.
Un aspetto particolarmente affascinante riguarda il possibile rapporto tra questi affreschi e Giacomo Leopardi. Dai documenti storici emerge infatti che la copertura delle decorazioni avvenne soltanto nel 1841, alcuni anni dopo la morte del poeta. Questo rende plausibile l’ipotesi che Leopardi abbia osservato e conosciuto personalmente queste immagini durante la sua permanenza nel palazzo.
Fondamentale è stato anche il contributo della restauratrice Federica Camilletti, che ha illustrato il delicato lavoro svolto per recuperare le pitture. L’intervento ha richiesto un’attenta rimozione degli strati sovrapposti accumulati nel corso dei secoli, operazioni di consolidamento dell’intonaco e un lungo processo di pulitura che ha consentito di restituire leggibilità alle decorazioni senza alterarne l’autenticità.
La nuova Sala degli Antichi rappresenta oggi molto più di una semplice stanza restaurata. È una finestra aperta su un passato che sembrava perduto e che torna a raccontare la storia di Casa Leopardi da una prospettiva inedita.
Come ha ricordato la stessa Olimpia Leopardi, «oggi la lunga attesa è finalmente terminata ed è stata ampiamente ripagata dal prezioso e inaspettato dono che ci hanno fatto “queste avite mura”».
Un dono che da oggi appartiene non soltanto alla famiglia Leopardi, ma a tutti coloro che visiteranno uno dei luoghi simbolo della cultura italiana.
Per maggiori informazioni visitate il sito WWW.GIACOMOLEOPARDI.IT.
Articolo di Andrea Alessandrini Gentili
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