Quando due percorsi artistici costruiti sulla ricerca e sulla contaminazione si incontrano, il risultato difficilmente può essere prevedibile. È il caso di Archivio Futuro e Francesca Palamidessi, protagonisti di “Limerence/Self-Love”, il doppio singolo pubblicato il 29 maggio 2026 per PLUMA Dischi, un progetto che mette in dialogo due brani apparentemente opposti ma profondamente complementari.
Da una parte c’è “Limerence”, che esplora il territorio dell’ossessione sentimentale e del desiderio rivolto verso l’esterno; dall’altra “Self-Love”, un inno all’autodeterminazione e alla riscoperta di sé. Due canzoni nate attraverso un processo creativo speculare, che riflettono perfettamente la natura di una collaborazione costruita sul confronto, sull’ascolto reciproco e sulla libertà di contaminare linguaggi, generi e sensibilità artistiche.
Il risultato è un lavoro che sfugge alle etichette tradizionali e che trova la propria forza proprio nel contrasto: luce e ombra, vulnerabilità e consapevolezza, elettronica e strumenti acustici convivono all’interno di un universo sonoro e visivo che si completa anche attraverso un videoclip in bianco e nero ideato dagli stessi artisti.
Abbiamo incontrato Archivio Futuro e Francesca Palamidessi per approfondire la nascita di questo progetto, il significato dei suoi opposti, il valore della collaborazione artistica e le prospettive future di un dialogo creativo che sembra avere ancora molto da raccontare.
“Limerence / Self-Love” nasce come un doppio singolo costruito sul contrasto. Quando avete capito che queste due canzoni dovevano necessariamente convivere all’interno dello stesso progetto?
Nasce da Raffaele Lauretti (Pluma Dischi) il suggerimento di accostare un altro brano a Limerence, e Francesca ci ha fatto sentire un po’ di cose sue inedite e questa era stata pensata proprio per noi.
Il tema dell’ossessione sentimentale da una parte e dell’autoaffermazione dall’altra sembra raccontare due momenti molto diversi della vita. Vi siete riconosciuti personalmente in questi due stati d’animo?
Sicuramente l’ispirazione per scrivere questi testi viene dalla sfera del personale: i due poli opposti sono ai miei occhi interessanti perché passare dal primo al secondo costituisce una vittoria importante per molte persone, uno step fondamentale della crescita. Anche l’ossessione tuttavia ha il suo lato poetico, e l’ho voluta raccontare in Limerence con la maggior vulnerabilità ed onestà possibili.
La genesi dei brani è stata quasi speculare: uno nato da Archivio Futuro e completato da Francesca, l’altro esattamente al contrario. Cosa vi ha insegnato questo scambio creativo reciproco?
Ci ha insegnato che bisogna trovare la collaborazione giusta per fare un’operazione del genere, perché l’altro progetto o l’altra persona deve essere molto aperta e disponibile a condividere un po’ del suo mondo sonoro.
La vostra musica sfugge spesso alle etichette tradizionali. Quanto è importante oggi sentirsi liberi di contaminare generi e linguaggi senza preoccuparsi delle classificazioni?
Il nostro progetto Archivio Futuro nasce proprio dall’idea di contaminazione fra strumenti reali acustici e strumenti elettronici, la contaminazione è alla base del progetto. Crediamo che sia molto importante oggi sentirsi liberi visto che molti progetti seguono degli standard imposti da altri o dal gusto del pubblico. Francesca in questo è come noi. È fondamentale che ci siano tante realtà musicali che non si lasciano condizionare e vivono di vita propria, lontane dalle logiche del mainstream. È la musica che va avanti e che prepara il terreno per la novità e l’evoluzione.
In “Limerence” emerge una forte componente cinematografica ed evocativa. Quali immagini, film o suggestioni vi hanno accompagnato durante la scrittura e la produzione del brano?
Il mondo visivo è da sempre una grande fonte di ispirazione; più che film o immagini preesistenti, creare un immaginario visivo spontaneo va spesso nella nostra produzione di pari passo con la composizione. Siamo stati infatti felicissimi di poter ideare e realizzare anche un videoclip per entrambi i brani, nel quale abbiamo espresso e concretizzato queste immagini.
“Self-Love” viene definita quasi come un’affermazione politica del diritto di seguire il proprio istinto. Quanto pensate che oggi l’autoaffermazione sia diventata una forma di resistenza?
Moltissimo. Il messaggio di questa canzone è sicuramente molto politico. È molto importante che chi ha questa attitudine, chi mette in pratica l’autodeterminazione, nella vita ma anche nella musica, lo condivida con il mondo. Questo mondo ha bisogno di persone che hanno fiducia nelle proprie idee, che sanno fidarsi di sé stessi, delle proprie scelte, del proprio gusto, del proprio intuito. È una capacità che si autoalimenta: più ci si abitua a farlo, più funziona e più la sua eco è grande.
Nel videoclip il bianco e nero diventa uno strumento narrativo fondamentale. Quanto è stato importante costruire anche visivamente il dialogo tra queste due anime opposte?
Come dicevamo precedentemente, è stata una bella occasione di rendere concreto un immaginario visivo che si è sviluppato già durante le prime fasi. Abbiamo scelto il bianco e nero per ovvie ragioni e ci ha aiutati a portare l’attenzione sui contrasti tematici e sonori di questi due brani.
Francesca, il tuo percorso attraversa elettronica, avant-pop, classica e jazz. In che modo questa collaborazione ti ha permesso di esplorare aspetti nuovi della tua scrittura?
Lavoro da anni in solitaria e avere a disposizione la ricchezza timbrica di una band è già di per sé molto stimolante. Con Archivio Futuro, più che esplorare aspetti nuovi, credo di aver intensificato elementi che già erano parte del mio ma anche del loro stile. Abbiamo trovato tanti punti di contatto e allo stesso tempo lasciato confluire le nostre specificità, senza voler prevalere in alcun modo: questa direi che è la cosa che mi sta più a cuore di questo progetto.

Archivio Futuro, nei vostri lavori più recenti avete introdotto sempre più spesso la vocalità. Questa collaborazione rappresenta un episodio speciale o una direzione che intendete approfondire ulteriormente in futuro?
Sì, già in Rituale Moderno appariva la voce, ma non nella forma canzone come in questi due brani con Francesca. Lentamente stiamo inserendo la vocalità sempre di più. Ci piacerebbe coinvolgere sia voci femminili che maschili e creare una sorta di collettivo in cui sempre più persone possano farne parte, arrivando a un disco più completo con vari cantanti. Non sarà un’operazione semplice, ma speriamo di riuscirci mantenendo la coerenza con il nostro stile.
Dopo “Limerence / Self-Love”, vi piacerebbe sviluppare questa collaborazione in qualcosa di più ampio, magari un EP o un progetto live condiviso?
Sicuramente avremo modo di presentare il progetto dal vivo in due occasioni: il 21 giugno al Forte Antenne di Roma e il 23 giugno, sempre a Roma, al Boogie Studio, dove abbiamo girato il videoclip.
Intervista di Andrea Alessandrini Gentili
