C’è un immaginario elegante, sospeso e profondamente cinematografico dentro “Le tue stelle”, il singolo con cui Alex Donovan debutta ufficialmente nel panorama discografico. Disponibile dal 15 maggio su tutte le piattaforme digitali e in radio, il brano prodotto e distribuito da Atlantis Music racconta il peso dei ricordi, la nostalgia di un amore irraggiungibile e quella sottile linea che separa sogno e realtà.
Tra atmosfere poetiche, richiami al cinema e immagini simboliche come quella del cigno presente nel videoclip diretto da Alice Pievaroli, Alex Donovan costruisce un racconto intimo e raffinato che riflette anche il suo percorso artistico, nato tra teatro, produzione cinematografica e studio del canto lirico. In questa intervista a ForYouMag.net l’artista marchigiano ci accompagna dentro il mondo di “Le tue stelle”, parlando di memoria, emozioni, identità artistica e progetti futuri.
“Le tue stelle” rappresenta il tuo debutto discografico ufficiale: che emozione hai provato nel vedere finalmente il brano fuori su tutte le piattaforme?
La realizzazione di un sogno è sempre un’emozione indescrivibile, che arriva a toccare il cuore.
Arrivi da esperienze nel cinema, nella produzione e nella regia teatrale: quanto hanno influenzato il tuo modo di interpretare la musica?
L’esperienza nel mondo del cinema e del teatro sicuramente si è rivelata fondamentale per consentirmi di avere una maggiore autorevolezza nell’interpretazione.
Nel brano la memoria sembra avere un ruolo centrale. Quanto c’è di autobiografico nella storia raccontata in “Le tue stelle”?
Il testo del brano descrive la mia personalità, sono molto legato ai ricordi del passato ma anche alla continua e disperata ricerca di un amore ideale.
L’immagine di “Audrey” nel testo colpisce molto. Chi o cosa rappresenta simbolicamente questa figura?
Rappresenta in qualche modo un sogno, l’amore ideale, qualcosa di irraggiungibile.
Il pezzo ha atmosfere molto cinematografiche e sospese. È una direzione sonora che senti già tua oppure pensi di sperimentare anche altri mondi musicali in futuro?
Si tratta di una scelta che è maturata in seguito alle mie esperienze professionali e che intendo continuare a mantenere anche per i progetti futuri.
Com’è nata la collaborazione con Raffaele Petrucci e cosa ti ha convinto di questo brano al punto da sceglierlo come esordio?
Ho incontrato per la prima volta Raffaele Petrucci alcuni anni fa in occasione delle riprese di un film al quale abbiamo lavorato insieme, lui in qualità di autore delle colonne sonore ed io come supervisore della post-produzione. Lavorare accanto a lui in quel film è stata un’esperienza unica e straordinaria. Da allora ho iniziato seriamente a pensare ad una possibile collaborazione per un altro progetto.
Hai studiato canto lirico con maestri importanti: quali elementi di quella formazione ritrovi oggi nel tuo modo di cantare e interpretare?
Mi ritengo molto fortunato perché i loro preziosi insegnamenti oltre al perfezionamento di tecnica vocale ed interpretazione mi hanno consentito di acquisire una maggiore consapevolezza delle mie capacità.
Il videoclip diretto da Alice Pievaroli ha un immaginario molto elegante e simbolico. Come avete costruito insieme il concept del cigno e della trasformazione?
Abbiamo voluto costruire un immaginario molto poetico. Il cigno rappresenta la bellezza, eleganza, qualcosa di simbolico e irraggiungibile: un modo visivo per raccontare un amore che per il cantante ancora è vivo sotto forma di ricordo onirico della donna. Abbiamo lavorato molto sull’eleganza delle immagini e sull’idea di rendere il videoclip quasi sospeso, come un sogno. La trasformazione poetica della donna rappresenta il ricordo che il cantante custodisce della storia d’amore ormai passata, idealizzandola. La donna con la sua trasformazione è ormai distante, quasi irraggiungibile, ma continua ad avere un’enorme presenza nella mente e nei pensieri dell’artista.
Le Marche sono protagoniste del videoclip. Quanto conta per te mantenere un legame artistico con la tua terra d’origine?
È un legame indissolubile che vorrei mantenere sempre, anche per la realizzazione dei miei progetti futuri.
Nel videoclip il rapporto tra sogno, nostalgia e realtà è molto sottile. Ti affascina raccontare emozioni più attraverso immagini e suggestioni che con messaggi espliciti?
Raccontare le proprie emozioni attraverso le immagini è qualcosa che mia ha sempre affascinato.
“Le tue stelle” sembra quasi una confessione intima. Hai avuto timore di esporti così tanto al tuo primo singolo?
In realtà l’idea di raccontare qualcosa di intimo e segreto non mi ha mai intimorito più di tanto proprio perché vorrei che anche il pubblico arrivi a provare le mie stesse emozioni.
Dopo questo debutto, stai già lavorando a nuova musica? “Le tue stelle” è un episodio singolo o il primo passo verso un progetto più ampio?
Ho già in mente un nuovo brano e spero che il mio primo singolo abbia come seguito la realizzazione di un album.
Se dovessi descrivere Alex Donovan artista con tre parole oggi, quali sceglieresti?
Romantico, dolce e raffinato.
