La compositrice racconta il nuovo singolo strumentale, il rapporto con il pianoforte e una musica sempre più sospesa tra memoria, immagini e cinema.
Il titolo promette un racconto, ma a parlare è soltanto il pianoforte. Con “Ti racconto”, Livia Gloria De Angelis sceglie di mettere da parte le parole e lasciare spazio a ricordi, emozioni e immagini che prendono forma attraverso la musica. Il nuovo singolo della compositrice, disponibile sulle piattaforme digitali dal 1° giugno e in rotazione radiofonica dal 18 settembre scorso, è un brano strumentale dalle sonorità delicate, in cui ogni nota sembra custodire un frammento di vita.
Dietro questa composizione c’è qualcosa di profondamente personale. “Ti racconto” nasce infatti da un dialogo dell’artista con se stessa, tra memorie che riaffiorano senza seguire necessariamente un ordine e momenti del passato che continuano a lasciare il segno. L’intenzione, però, non è soltanto quella di ripercorrere la propria storia, ma di creare un’atmosfera nella quale anche chi ascolta possa riconoscersi, ritrovando sensazioni ed esperienze che gli appartengono.
La musica di Livia Gloria De Angelis ha radici lontane. Il suo incontro con le composizioni di Ludovico Einaudi, nei primi anni Duemila, ha acceso una passione per il pianoforte che nel tempo si è trasformata nell’esigenza di scrivere brani originali. Oggi, dopo due album e diverse pubblicazioni, la sua ricerca continua a muoversi tra arrangiamenti classici, sonorità contemporanee e una particolare attenzione alla dimensione visiva della musica. Non a caso, tra le sue aspirazioni c’è anche quella di lavorare per il cinema, dando vita a colonne sonore capaci di accompagnare e arricchire le immagini.
L’abbiamo intervistata per ForYouMag per conoscere meglio la storia di “Ti racconto”, scoprire cosa alimenta la sua creatività e parlare dei progetti che ha già in cantiere, tra nuove composizioni, videoclip e un album atteso per il prossimo anno.
“Ti racconto” è un titolo che sembra promettere delle parole, e invece hai scelto di affidare tutto alla musica. Cosa volevi raccontare con questo brano?
“Ti Racconto” è un’insieme di ricordi, frammenti di passato, memorie che riaffiorano senza un ordine preciso.
Hai spiegato che in “Ti racconto” ti rivolgi a te stessa e riaffiorano ricordi lontani. Quanto è difficile trasformare qualcosa di così personale in una composizione destinata poi agli altri?
Quando la musica diventa atmosfera, smette di appartenere a chi l’ha scritta e crea uno spazio sospeso in cui ognuno può ritrovare qualcosa di sè. Il mio desiderio è far emergere in chi ascolta, quella dimensione emotiva.
Il pianoforte è entrato nella tua vita anche grazie alla scoperta della musica di Ludovico Einaudi. Quando hai capito che non ti bastava più suonare e avevi bisogno di scrivere qualcosa di tuo?
Dopo un certo tempo trascorso studiando le sue opere, ho sentito il desiderio di trovare una mia voce attraverso la composizione di brani che nascessero da me, da quello che sentivo di voler esprimere attraverso la musica.
Hai già pubblicato due album e diversi brani. Oggi, quando ti siedi al pianoforte, senti di aver trovato una tua identità precisa oppure sei ancora alla ricerca di nuovi linguaggi?
Penso alla mia musica come a qualcosa di dinamico, in continuo movimento. Sono sempre alla ricerca di nuove direzioni e mi piace sperimentare, mantenendo la mia cifra stilistica ma alternando arrangiamenti classici a strutture e sonorità più moderne.
La natura ha un ruolo importante nella tua vita e nella tua sensibilità artistica. C’è un luogo, un paesaggio o anche semplicemente un momento della giornata in cui senti di essere più creativa?
La Natura è per me una grande fonte di ispirazione, ma è quando il giorno lentamente si spegne e tutto si fa più silenzioso, che la creatività si accende. In quel silenzio resto in ascolto e attendo. Che la musica prenda forma.
Uno dei tuoi obiettivi è arrivare al cinema e alle colonne sonore. Se domani un regista ti affidasse completa libertà creativa, quale tipo di storia vorresti avere l’occasione di musicare?
Vedrei bene la mia musica accostata a contenuti anche molto diversi, l’importante è che possa contribuire a dar loro un’atmosfera, a renderli più evocativi o semplicemente ad aggiungere intensità al racconto.
“Ti racconto” è ora anche in radio: cosa viene dopo? Stai già lavorando a nuovi brani, a un album o magari proprio a qualche progetto legato alle immagini?
Sto lavorando a nuovi progetti, includono brani singoli, videoclip e un nuovo album, che verrà pubblicato nel corso del prossimo anno.
Andrea Alessandrini Gentili | Web Editor WWW.FORYOUMAG.NET
