Uscito venerdì 4 settembre, il brano è il secondo capitolo del progetto ethnotronico iniziato con “Terra Rossa”: un invito a rallentare e a recuperare un rapporto più autentico con il proprio tempo.
Ylenia Lucisano è tornata venerdì 4 settembre con “Fuija Fuija (Slow)”, il nuovo singolo disponibile in radio e sulle piattaforme digitali. Il brano prosegue il percorso inaugurato con Terra Rossa e porta avanti la ricerca della cantautrice calabrese tra elettronica, tradizione folk e dialetto rossanese, trasformando ancora una volta le proprie radici in materia musicale contemporanea.
ASCOLTA “FUIJA FUIJA (SLOW)”
Scritto dalla stessa Ylenia Lucisano, prodotto da Gerolamo Sacco e pubblicato da Miraloop con distribuzione Pirames International, Fuija Fuija (Slow) parte da una contrapposizione molto semplice e altrettanto attuale: da una parte la necessità quasi ossessiva di correre, produrre e raggiungere nuovi obiettivi, dall’altra il bisogno di rallentare e tornare a dare valore al proprio tempo.
“Fuija Fuija (Slow)”, tra la necessità di correre e il bisogno di rallentare
Il significato della canzone è racchiuso già nel titolo. “Fuija” in rossanese, il dialetto calabrese parlato a Rossano, città d’origine dell’artista, significa “scappa”. È quella spinta che porta a rincorrere continuamente impegni, scadenze e ambizioni, come se fermarsi significasse perdere terreno.
Slow rappresenta invece il movimento opposto. Non è un invito all’immobilità o alla rinuncia, ma la ricerca di un passo differente: rallentare senza smettere di camminare, concedendosi la possibilità di vivere con maggiore intensità ciò che accade intorno a noi.
«Fuija fuija è quella voce nella testa che ti dice di correre, di fare sempre di più, come se il tuo valore dipendesse da quanto hai piena l’agenda. Slow è la coscienza quando ti ricorda che non c’è fretta, perché tutto arriva al momento giusto», racconta Ylenia Lucisano.
La canzone nasce durante un momento particolarmente significativo della vita della cantautrice, mentre stava progettando il trasferimento da Milano verso il Sud. Un cambiamento che ha inevitabilmente riaperto il confronto con le proprie origini e con quella lingua capace di esprimere ciò che l’italiano, in quel momento, non riusciva a raccontare allo stesso modo.
«Il dialetto rossanese è diventato l’unica lingua abbastanza vera per dirmi che non si può scappare da se stessi», spiega l’artista.
Il dialetto rossanese diventa una lingua contemporanea
Come già accaduto con Terra Rossa, anche in Fuija Fuija (Slow) il dialetto non viene utilizzato come semplice elemento folkloristico, ma diventa una componente essenziale della scrittura e dell’identità musicale di Ylenia Lucisano.
Nel verso “fuija fuija ma nu vul, fuija fuija ma po’ caij” prende forma la caduta che può seguire una rincorsa continua, mentre “fuija fuija e nu pozz scappar” porta alla consapevolezza che dietro quella corsa può nascondersi anche il tentativo di fuggire da sé stessi.
La scelta del rossanese permette così alla cantautrice di mantenere un legame diretto con la propria terra, senza rinunciare alla possibilità di rivolgersi a un pubblico più ampio. Il tema della canzone, del resto, supera qualsiasi confine geografico: recuperare il proprio tempo e concedersi persino il lusso, sempre più raro, di fermarsi a guardare un tramonto.
Da “Terra Rossa” a “Fuija Fuija (Slow)”: il nuovo percorso di Ylenia Lucisano
Il singolo rappresenta il secondo capitolo del nuovo progetto ethnotronico avviato nel 2026 con Terra Rossa. Un percorso nel quale le tradizioni musicali folkloristiche ed etniche incontrano la produzione elettronica e la scrittura cantautorale.
Se Terra Rossa aveva segnato il ritorno alle origini più profonde – la Calabria, il dialetto e il rapporto di chi ha lasciato la propria terra senza riuscire davvero a separarsene – Fuija Fuija (Slow) sposta lo sguardo sul rapporto con il tempo e con sé stessi.
Le radici rimangono quindi il punto di partenza, ma vengono utilizzate per parlare del presente. È proprio nell’incontro tra identità calabrese e sonorità contemporanee che Lucisano sta costruendo la nuova fase del proprio percorso artistico.
Chi è Ylenia Lucisano
Originaria di Rossano, Ylenia Lucisano entra ufficialmente nel panorama musicale italiano nel 2013 con il singolo Quando non c’eri. Nello stesso anno partecipa al Concerto di Natale di Roma, trasmesso in prima serata su Rai 2, esibendosi accanto ad artisti italiani e internazionali.
Nel 2014 pubblica Movt Movt, il suo primo singolo in dialetto calabrese, mentre l’album d’esordio Piccolo Universo le vale il Premio Lunezia nella categoria Nuove Stelle. L’anno successivo arriva sul palco del Concerto del Primo Maggio di Roma, esperienza che ripeterà nel 2019. Nel 2016 Riverbero conquista uno degli otto posti di Area Sanremo, mentre nel 2018 viene prodotta da Taketo Gohara per Virgin Records/Universal Music Italia.
Nel corso della carriera ha aperto i tour di Francesco De Gregori e Roby Facchinetti e si è esibita in contesti come il Ravello Festival, il Kaulonia Festival, l’Alcatraz di Milano e l’Arena di Verona durante la finale del Festival Show. Ha inoltre vinto il Capri Exploit Award e collaborato sul fronte autorale con nomi come Pacifico, Zibba e Giuseppe Anastasi.
Con Terra Rossa e ora con “Fuija Fuija (Slow)”, Ylenia Lucisano sceglie di riportare al centro proprio ciò da cui è partita: la Calabria e il suo dialetto, facendoli incontrare con l’elettronica e con una scrittura che guarda al presente.
