Ci sono concerti che si ascoltano e altri che si vivono. Quello dei Tiromancino a Lunaria 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Davanti a una Piazza Leopardi di Recanati gremita, Federico Zampaglione e la sua band hanno regalato oltre due ore di musica senza pause, alternando i brani del nuovo album ai grandi classici che hanno segnato oltre venticinque anni di carriera.
L’accoglienza del pubblico recanatese è stata calorosa fin dal primo istante, tanto da spingere il frontman a dedicare un pensiero speciale alla città: “Questa piazza è meravigliosa, l’eco dell’immenso Poeta si sente ed è di grande ispirazione qui sul palco.” Parole che hanno trovato immediatamente riscontro nell’atmosfera della serata, intensa e partecipata.
Dal nuovo album ai grandi classici
Il concerto si è aperto con “Scomparire nel blues” e “Sto da Dio”, due brani pubblicati nel 2026 che mostrano la nuova anima musicale della band, tra influenze blues, rock e sonorità americane. Zampaglione ha impreziosito l’esibizione sfoggiando una suggestiva chitarra resofonica d’argento, uno dei tanti strumenti utilizzati durante la serata.
Con il passare dei minuti il ritmo è cresciuto grazie a “Quasi 40”, “Imparare dal vento” e a una band impeccabile composta da Antonio Marcucci alla chitarra, Francesco Stoia al basso, Fabio Verdini al pianoforte e tastiere e Marco Pisanelli alla batteria, protagonisti di una prova di grande compattezza e qualità musicale.
Emozioni, ricordi e un omaggio a Franco Califano
Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato con “Un tempo piccolo”, il celebre brano scritto da Franco Califano e reinterpretato da Zampaglione dopo averne ottenuto il consenso. Il racconto che ha introdotto la canzone ha emozionato il pubblico, prima dell’esplosione delle hit “L’alba di domani”, “Angoli di cielo”, “Per me è importante” e “La descrizione di un attimo”, proposta in un inedito arrangiamento folk-blues ispirato alle atmosfere di Johnny Cash.
L’artista ha poi aperto una finestra sulla propria vita privata raccontando il difficile periodo vissuto tra il 2012 e il 2016, introducendo “Gennaio 2016” e “Immagini che lasciano un segno”, dedicata alla figlia Linda e, simbolicamente, a tutti i bambini che oggi vivono situazioni drammatiche nel mondo. Un momento che ha aggiunto ulteriore profondità emotiva a una serata già ricca di significato.
Piazza Leopardi si trasforma in una grande festa
La parte finale del concerto ha cambiato completamente atmosfera. Le note di “Vento del Sud”, “Amore impossibile” e “Nessuna certezza” hanno trasformato Piazza Leopardi in una gigantesca festa a cielo aperto, tra ritmi pop e reggae che hanno coinvolto migliaia di persone in un unico ballo collettivo.
Il bis si è aperto con Federico Zampaglione da solo sul palco, accompagnato dalla chitarra acustica per un medley di “Liberi” e “Piccoli miracoli”, prima dell’ingresso di Fabio Verdini al pianoforte per “Noi Casomai” e “Finché ti va”. Poco prima del finale, “Sale amore e vento” ha colorato la notte recanatese con le sue sonorità messicane, nate – come ha raccontato lo stesso Zampaglione – da un sogno ispirato a una serie televisiva sui narcotrafficanti.
“Due destini” chiude una notte magica
L’ultimo brano non poteva che essere “Due destini”, la canzone simbolo dei Tiromancino. Migliaia di voci hanno accompagnato il ritornello in un coro emozionante che ha trasformato Piazza Leopardi in un’unica grande platea, suggellando una serata vissuta con straordinaria intensità.
Tra applausi interminabili e un pubblico ancora desideroso di cantare, la band ha salutato Recanati lasciando il palco con la consapevolezza di aver regalato uno dei concerti più coinvolgenti dell’edizione 2026 di Lunaria.
Lunaria si prepara al gran finale
La rassegna estiva di Musicultura si concluderà con l’ultimo appuntamento, a ingresso libero fino a esaurimento posti, nello scenario del Castello di Montefiore, dove saliranno sul palco il vincitore assoluto di Musicultura 2026 Claudio Covato insieme alla band XGIOVE, per chiudere un’edizione che ha saputo ancora una volta unire musica, cultura e luoghi di straordinario fascino.

