C’è la storia di un imprenditore che ha contribuito a scrivere una pagina importante dell’industria italiana, ma soprattutto quella di un uomo che ha costruito il proprio percorso partendo da valori semplici come il lavoro, la famiglia e il legame con il territorio. È questo il cuore di “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, il nuovo docufilm diretto da Mattia Zanca che, dopo il successo dell’anteprima nazionale al Cinema Adriano di Roma, si prepara ad approdare il prossimo 13 giugno al Teatro Sperimentale di Pesaro nell’ambito della 62ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival.
La serata romana ha registrato una grande partecipazione di pubblico e istituzioni, confermando l’interesse attorno a un progetto che va oltre il semplice racconto aziendale per trasformarsi in una riflessione sulla memoria, sull’identità e sul valore del passaggio generazionale.

62ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival.
Prodotto da 7Verticale e scritto da Luca Masia insieme allo stesso Mattia Zanca, il docufilm nasce infatti da una domanda tanto semplice quanto profonda: conoscere davvero la storia del proprio nonno. Un percorso personale che il giovane regista, nipote di Valter Scavolini, ha intrapreso dopo aver letto la biografia “Valter Scavolini. La vita come grande impresa”, trasformando quella scoperta in un racconto cinematografico capace di intrecciare vicenda familiare e storia industriale italiana. Il docufilm è stato realizzato con il sostegno di BCC Banca di Pesaro e conil patrocinio del Comune di Pesaro e della Regione Marche, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission.
“L’opera è la dimostrazione di come il cinema possa valorizzare la nostra identità più autentica e restituire, con sensibilità e profondità, il senso delle grandi storie italiane. – ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – Raccontare Valter Scavolini significa narrare una pagina importante della nostra storia industriale e offrire alle nuove generazioni un esempio concreto di visione, determinazione e responsabilità. Mattia Zanca firma un lavoro capace di restituire oltre al profilo di un grande imprenditore il valore umano e familiare di un percorso che appartiene alla storia delle Marche e del Made in Italy. Questo docufilm è un esempio virtuoso di come il racconto audiovisivo possa unire qualità, memoria e territorio, lasciando un segno autentico.”
«Vedere la mia storia raccontata da mio nipote è qualcosa che mi emoziona profondamente», ha dichiarato Valter Scavolini. «Quando Mattia mi ha parlato di questo progetto ho capito subito che non sarebbe stato soltanto un film sulla mia vita e sul mio percorso imprenditoriale, ma un racconto di famiglia, di valori e di memoria».

Il documentario ripercorre le tappe fondamentali della vita del fondatore di Scavolini, dagli anni della giovinezza trascorsi tra il lavoro nei campi e i sacrifici del dopoguerra fino alla nascita di un’azienda destinata a diventare uno dei marchi più riconoscibili del design italiano. Un viaggio che mette in luce non solo la crescita imprenditoriale, ma anche la capacità di mantenere saldo il rapporto con le proprie radici e con le persone.
Ampio spazio è dedicato alle intuizioni che hanno contribuito al successo del marchio, come la storica scelta di affidare nel 1984 a Raffaella Carrà il ruolo di testimonial, trasformando Scavolini nella celebre “cucina più amata dagli italiani”. Un percorso proseguito poi con Lorella Cuccarini, volto dell’azienda dal 1987 al 2004, fino ad arrivare agli anni più recenti con Carlo Cracco e Laura Pausini.
«Nel docufilm, Mattia Zanca restituisce con grande sensibilità la grandezza di Valter Scavolini: un uomo straordinario, capace di costruire un impero unendo impresa e storia familiare», ha commentato Lorella Cuccarini.
La narrazione si sviluppa attraverso un importante lavoro di ricerca archivistica che ha recuperato fotografie, filmati, documenti e materiali d’epoca provenienti da archivi aziendali e collezioni private. Un patrimonio che permette di ricostruire non soltanto la storia di un’azienda, ma anche quella dell’Italia che cresceva e si trasformava nel secondo dopoguerra.
Nel film trovano spazio anche le testimonianze di personalità come Renzo Rosso, fondatore di Diesel, e Sergio Scariolo, cresciuto nella realtà Scavolini Basket prima della carriera internazionale, oltre ai riferimenti al profondo legame tra la famiglia Scavolini, il territorio marchigiano e il mondo dello sport, dalla storica esperienza nella pallacanestro fino al sostegno alla pallavolo femminile. Ad arricchire ulteriormente il racconto c’è la presenza del giovane Francesco Badei, undicenne pesarese alla sua prima esperienza cinematografica, figura simbolica che rappresenta il dialogo tra passato e futuro, tra chi ha costruito e chi oggi prova a comprendere e raccogliere quell’eredità.
La fotografia di Marco Ferri e le musiche originali di Paolo Lucchesini accompagnano uno sguardo che si muove costantemente tra dimensione privata e memoria collettiva, restituendo il ritratto di un uomo che ha saputo trasformare la propria visione in un patrimonio condiviso.
Più che la storia di un imprenditore di successo, “Valter Scavolini – La vita come grande impresa” si presenta così come il racconto di una generazione che ha contribuito a costruire il Made in Italy e di valori che continuano a parlare anche al presente.
- 62ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival
- 7Verticale
- Andrea Agostini Presidente Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission
- docufilm su Valter Scavolini
- Francesco Badei
- Lorella Cuccarini testimonial Scavolini
- Marco Ferri
- Paolo Lucchesini
- Presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission
- Raffaella Carrà testimonial Scavolini
- Valter Scavolini – La vita come grande impresa
- Valter Scavolini docufilm
