Una voce che non si dimentica. Un’esperienza più che un concerto. Diamanda Galás arriva al Teatro La Fenice di Senigallia mercoledì 30 settembre, per un appuntamento che si inserisce nelle celebrazioni dei 50 anni di AMAT e nella rassegna Klang.
Ultima tappa del suo mini-tour italiano, la data marchigiana si annuncia come un evento raro. Galás non è un’artista che si limita a esibirsi: costruisce veri e propri rituali sonori, dove voce e pianoforte diventano strumenti di esplorazione emotiva e politica.
Nata a San Diego e cresciuta tra classica, jazz e suggestioni gospel, dimostra fin da giovanissima un talento fuori scala, arrivando a esibirsi a soli quattordici anni come pianista solista con la San Diego Symphony Orchestra. Da lì, un percorso che la porta a collaborare con figure centrali della scena sperimentale americana come David Murray e Butch Morris, sviluppando una ricerca personale radicale.
Il suo lavoro si colloca in una zona di confine: tra musica e performance, tra composizione e teatro. Una tensione che la avvicina alle grandi sperimentatrici vocali del Novecento e, per certi versi, alla ricerca di Demetrio Stratos. Ma la cifra di Galás resta unica, soprattutto per la forza espressiva e la dimensione politica delle sue opere. Dal debutto nel 1979 fino a oggi, ha costruito un percorso coerente e mai accomodante. Già con “The Litanies of Satan” (1982) aveva segnato una frattura, imponendosi come una delle voci più estreme e affascinanti della scena internazionale.
Il tour europeo arriva dopo nuove uscite discografiche che riaffermano la sua centralità: la ristampa di “You Must Be Certain of the Devil” e il recente “De-formation: Second Piano Variations”, registrato dal vivo a Parigi nel 2025, lavoro che conferma la sua continua evoluzione artistica.
Quello di Senigallia sarà quindi un passaggio significativo: un incontro diretto con un’artista che continua a muoversi fuori dalle logiche convenzionali, mantenendo un equilibrio raro tra sperimentazione e intensità.
Biglietti su vivaticket.com e circuito AMAT.