Dal 20 al 29 gennaio 2026 Roma diventa un laboratorio vivo della memoria. In occasione della Giornata della Memoria, la Fondazione Museo della Shoah presenta un programma articolato di incontri, spettacoli, presentazioni e iniziative educative che mettono in dialogo documenti storici, testimonianze dirette e linguaggi contemporanei. Un percorso pensato per attraversare il passato senza cristallizzarlo, interrogando il presente e parlando in modo diretto alle nuove generazioni.
Al centro dell’edizione 2026 c’è l’idea di una memoria “a filiera completa”: dalle carte d’archivio conservate nelle case, alle voci dei sopravvissuti, fino alla riflessione critica sui meccanismi dell’odio, ieri come oggi. Un approccio che restituisce complessità alla Storia e responsabilità a chi la racconta.
Dalle case alla Storia: l’Archivio come bene collettivo
Cuore simbolico e operativo del programma è il lancio della campagna nazionale di raccolta documenti dell’Archivio storico della Fondazione. Fotografie, lettere, diari e materiali familiari – spesso custoditi in silenzio per decenni – diventano strumenti fondamentali per ricostruire vite, percorsi e identità spezzate.
La presentazione ufficiale si terrà il 23 gennaio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio con l’evento “L’archivio racconta. Dalle case alla Storia. Ogni documento può restituire una vita”, occasione in cui verrà illustrato anche il nuovo portale digitale dell’Archivio, pensato per dialogare con una rete di istituzioni storiche nazionali. In sala, accanto agli studiosi, anche i donatori: cittadini che hanno scelto di trasformare una memoria privata in patrimonio condiviso.
Le voci dei testimoni: responsabilità e trasmissione
Accanto ai documenti, restano centrali le voci. Il 26 gennaio, al Teatro Vascello, l’incontro con Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti italiani alla Shoah, sarà dedicato all’amicizia con Piero Terracina e al valore della testimonianza rivolta agli studenti delle scuole secondarie. Un dialogo che non si limita al racconto del passato, ma chiama i più giovani a una responsabilità attiva nel presente.
Odio e propaganda: dal Novecento ai social
Il programma si apre il 20 gennaio al Teatro Ghione con “La retorica dell’odio: dalla propaganda del Novecento ai social di oggi”, un evento per le scuole realizzato in collaborazione con UNAR. Tra le voci coinvolte, Flavia Trupia e Stefania Manca, chiamate a guidare studenti e studentesse in una riflessione sui linguaggi della discriminazione e sui meccanismi di esclusione che attraversano anche i media contemporanei.
Raccontare ai più piccoli: libri, musica e animazione
Il 28 gennaio, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Petrassi, spazio alla presentazione del libro Stelle Nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino di Nando Tagliacozzo e Marco Caviglia. Un racconto intimo e potente, dedicato alla sorellina Ada, deportata a soli otto anni, accompagnato da letture, musica e dal coro delle scuole elementari ebraiche “Vittorio Polacco”.
Il giorno successivo, 29 gennaio, alla Camera dei Deputati, la memoria si fa linguaggio accessibile anche ai più giovani con “Le voci di Tati e Sergio: la Shoah raccontata ai ragazzi”. Al centro l’animazione Storia di Sergio e il dialogo diretto con Tatiana Bucci e Mario De Simone, per costruire un ponte tra storia, emozione e comprensione.
Una memoria che parla al presente
Le iniziative della Fondazione Museo della Shoah per la Giornata della Memoria 2026 compongono un mosaico coerente e necessario: non una commemorazione rituale, ma un esercizio civile che attraversa archivi, teatri, scuole e istituzioni. Un invito a considerare la memoria non come qualcosa da conservare, ma come un atto continuo di responsabilità collettiva.