Esce il 30 gennaio per Artist First “Addio, mon amour”, il nuovo mini EP di sigarettewest, un lavoro breve ma denso che segna un nuovo capitolo nel percorso artistico del cantautore. Due brani soltanto – Incontrollabile e C’est La Fucking Vie – che funzionano come le due facce della stessa storia: l’inizio e la fine di un amore vissuto fino in fondo.
In un panorama musicale sempre più orientato alla velocità e al consumo rapido, sigarettewest sceglie la direzione opposta. Addio, mon amour è costruito come un racconto emotivo unico, dove il tempo si dilata e il climax diventa fondamentale per accompagnare l’ascoltatore dentro un’atmosfera sospesa, sognante, quasi cinematografica. Due ballad che non cercano scorciatoie, ma lasciano spazio alle emozioni, al non detto, alla fragilità.
Il mini EP racchiude il momento della separazione e l’accettazione dell’incontrollabilità della vita, quella forza che travolge e costringe a lasciare andare. Sigarettewest si racconta senza filtri, liberandosi del peso di un legame profondo che lo ha segnato non solo sul piano personale, ma anche artistico. È un addio che fa male, ma necessario.
Incontrollabile apre il progetto con un linguaggio diretto e viscerale. La canzone diventa quasi una dichiarazione d’amore tardiva, attraversata da dubbi irrisolti e domande universali: restare o andare? Ciò che unisce è davvero più forte di ciò che divide? Il conflitto emotivo è costante e accompagna l’ascoltatore in un crescendo intimo e doloroso.
La chiusura è affidata a C’est La Fucking Vie, brano che allarga lo sguardo oltre il vissuto personale. La storia smette di appartenere a due sole persone e si fa universale, intrecciandosi con altre vite, dove amore e odio finiscono per confondersi. È una discesa rapida verso l’oblio, che lascia però spazio a una domanda finale e a una speranza appena accennata: che una fiamma, un giorno, possa riaccendersi. Perché, in fondo, non si sa mai.
Classe 2001, sigarettewest – all’anagrafe Matteo Siffredi – porta avanti un percorso coerente e riconoscibile, fatto di malinconia, memoria e ricerca sonora. Un cantautorato che guarda agli anni ’70 ma dialoga con influenze alternative e R&B, da Jeff Buckley ai Radiohead, passando per Rodriguez e Peppino Gagliardi. Addio, mon amour si inserisce perfettamente in questa traiettoria, confermando una scrittura sempre più consapevole e personale.
