Dal 2 luglio arriva nelle sale “Santi e Vampiri”, il nuovo documentario diretto da Serena Porta, presentato in anteprima all’ultima edizione del Bif&st nella sezione Per il Cinema Italiano. Un’opera che si muove tra storia, antropologia, religione e scienza per indagare uno dei temi che da sempre affascinano l’uomo: il rapporto con la morte e il desiderio di immortalità.
Prodotto da Kraken S.r.l. in collaborazione con Flowerland e distribuito da Draka Distribution, il documentario nasce da un soggetto e da una sceneggiatura firmati da Corrado Azzollini e Serena Porta, che ne cura anche la regia. La narrazione è arricchita dagli interventi di studiosi ed esperti di rilievo nazionale provenienti dagli ambiti della storia, della medicina legale, dell’archeologia, della filologia e della divulgazione scientifica.
Un viaggio tra santi, vampiri e credenze popolari
Il documentario prende le mosse da una domanda che accompagna l’umanità fin dalle sue origini: cosa accade dopo la morte? Da qui si sviluppa un percorso che mette a confronto due figure apparentemente inconciliabili, il santo e il vampiro, entrambe simbolo di una sopravvivenza oltre la fine terrena ma portatrici di significati opposti.
Da un lato il corpo incorrotto del santo, interpretato come segno della grazia divina; dall’altro il vampiro, incarnazione della paura, della superstizione e dell’oscurità. Due immagini che attraversano secoli di storia e che trovano nell’Italia, terra di reliquie e leggende popolari, un terreno particolarmente ricco di racconti e suggestioni.
Tra le tappe del documentario figurano luoghi dal forte valore simbolico e storico come San Marino, Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Putignano e Molfetta, dove il racconto intreccia testimonianze, reperti, tradizioni e memoria collettiva.
Tra ricerca scientifica e linguaggio cinematografico
Secondo l’autore Corrado Azzollini, il vampirismo viene affrontato non soltanto come mito gotico, ma come metafora universale della paura della morte e dell’attaccamento alla vita. Un’indagine che attraversa discipline diverse per comprendere come l’essere umano abbia trasformato nei secoli il timore della fine in narrazioni capaci di sopravvivere fino ai giorni nostri.
La regista Serena Porta sceglie invece un linguaggio visivo che alterna riprese in luoghi reali, animazioni e contributi degli studiosi, costruendo un racconto capace di coniugare rigore scientifico ed evocazione cinematografica. Particolare attenzione viene dedicata anche alle figure femminili del mito, raccontate con uno sguardo contemporaneo che supera gli stereotipi tradizionali.
Con una durata di 60 minuti, “Santi e Vampiri” si propone come un viaggio culturale che supera il semplice racconto horror per interrogarsi sul significato della fede, della superstizione e dell’immortalità, mostrando come il confine tra sacro e profano continui ancora oggi ad alimentare l’immaginario collettivo.
