I pre-ascolti riservati alla stampa delle 30 canzoni in gara a Sanremo 2026 restituiscono l’immagine di un Festival costruito sulla varietà dei linguaggi musicali e sull’equilibrio tra nomi storici e artisti della scena contemporanea. L’impianto generale appare solido, con brani in larga parte strutturati per funzionare con l’orchestra e con una forte centralità del testo.
Nel complesso, emerge un Sanremo meno orientato all’effetto immediato e più concentrato sulla riconoscibilità artistica dei singoli interpreti.
Pop e cantautorato tradizionale
Nel versante più classico si collocano proposte come Arisa con Magica favola, Francesco Renga con Il meglio di me, Raf con Ora e per sempre ed Enrico Nigiotti con Ogni volta che non so volare: brani costruiti su melodia e interpretazione, coerenti con i rispettivi percorsi artistici.
Anche Ermal Meta (Stella stellina) e Levante (Sei tu) confermano una scrittura riconoscibile, con testi centrali e arrangiamenti misurati.
Le proposte più contemporanee
Sul fronte urban e pop attuale, il Festival propone un ventaglio ampio. Luchè (Labirinto), Nayt (Prima che) e Tredici Pietro (Uomo che cade) portano in gara una scrittura introspettiva, lontana dalla logica del singolo radiofonico immediato.
Più pop-oriented le proposte di AKA 7even & LDA (Poesie clandestine), Mara Sattei (Le cose che non sai di me) e Leo Gassmann (Naturale), tutte orientate a un linguaggio generazionale e a strutture facilmente fruibili.
I brani più identitari
Alcuni artisti scelgono di rafforzare la propria cifra personale. Dargen D’Amico (AI AI) si muove su un terreno ironico e laterale, J-AX (Italia starter pack) punta sulla satira sociale, mentre Patty Pravo (Opera) propone un brano fortemente teatrale, fuori dagli schemi sanremesi più tradizionali.
In ambito pop alternativo si collocano Ditonellapiaga (Che fastidio!), Fulminacci (Stupida sfortuna) e la coppia Maria Antonietta & Colombre (La felicità e basta), con brani che lavorano più sul tono e sull’identità che sull’impatto immediato.
I nomi più discussi
Tra i brani che catalizzano maggiore attenzione figura Fedez & Marco Masini con Male Necessario, una collaborazione costruita su un registro emotivo marcato e su una scrittura diretta.
Attese anche le prove di Tommaso Paradiso (I romantici), Malika Ayane (Animali notturni) e Serena Brancale (Qui con me), che puntano su interpretazione e raffinatezza musicale.
Una prima lettura complessiva
Dai pre-ascolti emerge un Sanremo 2026 compatto ma non omogeneo, con una forte attenzione alla coerenza artistica e meno spazio alle operazioni puramente costruite per il tormentone. Molti brani sembrano pensati per crescere nella dimensione live e orchestrale, più che per colpire al primo passaggio radiofonico.
Il quadro definitivo, come sempre, sarà determinato dal palco dell’Ariston. Ma l’impressione iniziale è quella di un Festival che privilegia identità e scrittura rispetto all’effetto immediato.