Per la prima volta in 76 edizioni, il Festival di Sanremo varca i confini dell’Ariston e approda al Quirinale. Venerdì 13 febbraio 2026, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà ufficialmente il cast di Sanremo 2026: il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, la co-conduttrice Laura Pausini e tutti i 30 Big in gara.
Ad annunciare la notizia è stato lo stesso Conti con un video pubblicato sui social, parlando apertamente di «una gioia immensa, un grande onore e una forte emozione» per tutta la squadra del Festival. Un passaggio storico che segna un riconoscimento istituzionale senza precedenti per la manifestazione canora più amata dagli italiani.
Un legame che viene da lontano
Quella tra Sergio Mattarella e il Festival non è una relazione improvvisata. Già nel 2023, il Presidente aveva scritto una pagina di storia presentandosi a sorpresa alla serata inaugurale del Festival, accolto da un lungo applauso del pubblico dell’Ariston. Questa volta, però, il gesto è ancora più simbolico: non è il Capo dello Stato a recarsi a Sanremo, ma è Sanremo a salire al Colle, nel pieno della settimana più intensa della competizione.
Un segnale chiaro: la musica leggera, spesso relegata al ruolo di intrattenimento, viene riconosciuta come parte integrante della cultura popolare e dell’identità del Paese, al pari di altri eventi celebrati nelle sedi istituzionali.
La satira di Fiorello: “Ci mancava solo Conti che mi invade il Quirinale”
Come spesso accade quando Sanremo entra nel dibattito pubblico, non poteva mancare la voce dell’ironia. A commentare l’annuncio è stato Fiorello, che a La Pennicanza ha trasformato la notizia in uno sketch diventato subito virale.
In una surreale telefonata con un finto Mattarella, Fiorello ha immaginato un Presidente alle prese con «40 cantanti al Quirinale», tra «microfoni sputacchiati», «in-ear monitor pieni di cerume» e l’irruzione di Achille Lauro «con le tutine e i capelli leccati da una mucca». Non sono mancati i riferimenti nostalgici a Gianni Morandi, Rita Pavone e Orietta Berti, fino alla battuta finale sulla data dell’incontro: «Vengono venerdì 13? Ma questo è un film dell’orrore!».
Una satira affettuosa, che ha contribuito a rendere ancora più popolare una notizia già destinata a entrare negli annali del Festival.
Sanremo sempre più evento nazionale
L’incontro al Quirinale rappresenta molto più di una passerella istituzionale. È il segno di un Festival che continua a evolversi, assumendo un ruolo sempre più centrale nel racconto dell’Italia contemporanea. Portare i Big davanti al Presidente della Repubblica significa riconoscere alla musica di Sanremo un valore che va oltre le classifiche e gli share televisivi: quello di specchio, a volte imperfetto ma autentico, del Paese che cambia. E se anche il Quirinale, per un giorno, si prepara ad accogliere canzoni, artisti e qualche sorriso in più, Sanremo 2026 può già dirsi entrato nella storia.