A un anno esatto dal suo debutto, Rossella torna a raccontarsi ripartendo proprio da dove tutto è iniziato. Il 27 marzo 2026 ha pubblicato “Sempre (Acoustic Version)”, una rilettura essenziale e profondamente emotiva del suo primo singolo: una versione che spoglia il brano delle sonorità pop-rock originali per restituirlo in una dimensione più intima, tra pianoforte e archi, dove ogni parola pesa quanto un silenzio . In questa intervista, Rossella ci accompagna dentro un percorso di crescita personale e artistica, tra consapevolezza, fragilità e nuove direzioni musicali, raccontando cosa significa tornare su una canzone che, oggi più che mai, continua a parlare di legami che resistono al tempo.
“Sempre (Acoustic Version)” è uscita il 27 marzo: che effetto ti ha fatto tornare sul tuo primo singolo a un anno di distanza?
Volevo festeggiare il “compleanno” della canzone che è stata la mia prima finestra sul mondo della musica. Sono stata molto felice di farlo attraverso questa nuova versione acustica, che mi ha permesso di tirare fuori dei colori diversi, più fragili ed intimi.
In questa versione il brano diventa molto più intimo: cosa cambia davvero tra la Rossella di allora e quella di oggi?
Sicuramente sono più entusiasta, perché uscire dal guscio della mia cameretta e portare la mia musica fuori mi fa sentire più centrata e in linea con la mia anima. Ho più consapevolezza di me e ora sono certa che quando muoviamo un passo verso quello che ci fa battere il cuore, la vita risponde.
“Sempre” parla di legami che resistono nel tempo: è una storia personale o nasce da qualcosa di più universale?
È una storia personalissima, che spero possa risuonare con tante persone che hanno vissuto lo stesso.
Quanto è difficile oggi, nella tua generazione, restare fedeli a un’emozione invece di lasciarla andare?
Penso che ad un certo punto, se si soffre così tanto, si debba lasciare andare. La parte più difficile è darsi il tempo di attraversare tutte le emozioni che emergono senza negarle o seppellirle.
Nel videoclip scegli di mostrarti senza filtri, in presa diretta: è stata più una liberazione o una sfida?
Sicuramente liberazione, non c’è sfida.
L’arrangiamento con archi e pianoforte dà al pezzo una dimensione quasi “classica”: è una direzione che ti rappresenta anche in futuro?
È una veste in cui mi piacerebbe sperimentare anche in futuro, anche per tirare fuori dei colori diversi sia della mia voce, sia di quello che mi porto dentro.

tra emozioni intime e nuove consapevolezze nate attorno a “Sempre (Acoustic Version)”.
Hai costruito una community molto forte anche grazie ai social: quanto influenzano oggi il tuo modo di scrivere musica?
I video che mi hanno permesso di costruire una community sono dei piccoli monologhi che prendono spunto dai testi delle mie canzoni, su immagini della mia vita quotidiana, che poi sfociano nel pezzo di canzone a cui si riferiscono. Questo è un po’ il mio modo di scrivere, quindi i ritmi dei social mi hanno più che altro aiutata ad avere un flusso più continuo con la scrittura e anche a mischiare ancora di più l’immaginario della vita vissuta con il mondo emotivo.
Le tue influenze vanno da Gianna Nannini a Lady Gaga, da Lucio Dalla a Roberto Vecchioni: dove si posiziona oggi la tua identità artistica?
In un mix di tutto quello che mi ha ispirata e di qualcosa che è totalmente mio.
Dopo questa versione così essenziale, dobbiamo aspettarci nuova musica su questa linea o tornerai a sonorità più pop-rock?
La prossima canzone è molto pop e quella successiva mescola sonorità pop-rock a suoni un po’ tribali… diciamo che sto sperimentando.
Se dovessi spiegare in una frase perché chi non ti conosce dovrebbe ascoltare “Sempre (Acoustic Version)”, cosa diresti?
Direi: “se anche tu hai qualcuno che è il tuo ‘sempre’, allora questa canzone può farti compagnia; se invece non credi al ‘per sempre’ di certe emozioni, puoi ascoltare la mia canzone per smentirmi”.
