Le Marche come raramente si sono viste. Non semplicemente belle, ma cinematografiche. Quasi irreali in alcuni momenti. “Pedalar m’è dolce in queste Marche”, il documentario con protagonista Elisa Di Francisca, sorprende soprattutto per questo: la capacità di trasformare un territorio conosciuto in qualcosa che sullo schermo assume un respiro completamente nuovo.
Presentato ieri a Grottammare nell’ambito di Altromare Festival, il documentario è stato prodotto da Silvia Innocenzi e Giovanni Saulini per Alfa Multimedia, ideato e scritto da Francesco Ricci e diretto da Gabriele Ciances. Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Marche PR-FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, risultando tra i vincitori del bando dedicato alle produzioni audiovisive.
Durante la presentazione, Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission, aveva sottolineato come il documentario “racconta con intelligenza e sensibilità l’identità più autentica della nostra regione”, definendolo un progetto capace di unire “qualità artistica, valorizzazione del territorio e una visione sostenibile della narrazione audiovisiva”.

i produttori Silvia Innocenzi e Giovanni Saulini, l’ideatore del documentario Francesco Ricci,
il regista Gabriele Ciances e il Sindaco di Grottammare Alessandro Rocchi
Il viaggio dura quasi un’ora, ma il ritmo non cala mai. Gran parte del merito va alla costruzione sonora del documentario: il rumore delle ruote sull’asfalto, il respiro della natura, gli uccelli, il vento. Suoni che non riempiono semplicemente il silenzio, ma diventano parte della narrazione e contribuiscono a creare un’immersione continua dentro il paesaggio.
Visivamente il lavoro è impressionante. Le riprese aeree regalano scorci che sembrano appartenere a produzioni internazionali più che a un racconto territoriale italiano. I Sibillini, il Conero, l’entroterra e la costa vengono restituiti con una fotografia elegante e una regia che punta costantemente sull’emozione visiva senza mai risultare artificiosa. E poi c’è Elisa Di Francisca. La scelta funziona perché non appare mai forzata. La sua presenza accompagna il pubblico con naturalezza, senza trasformare il documentario in una semplice operazione celebrativa. Riesce invece a dare autenticità al viaggio, rendendolo umano e vicino.
Il risultato finale è un documentario che non si limita a mostrare le Marche, ma le fa percepire. Ed è probabilmente questo l’aspetto più riuscito dell’intero progetto. Durante la conferenza di presentazione, Giovanni Saulini per Alfa Multimedia ha inoltre spiegato che il documentario sarà ora presentato in alcuni festival cinematografici e che si sta già lavorando per portarlo anche nelle sale. Non solo: sono in corso trattative per la distribuzione su una nota piattaforma internazionale di streaming.
Un racconto visivo elegante, autentico e sorprendente, capace di far riscoprire le Marche con occhi completamente nuovi. “Pedalar m’è dolce in queste Marche” è da vedere.
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