Domenica 22 marzo il Teatro Sanzio di Urbino ospita uno spettacolo che riscrive completamente uno dei racconti più iconici della tradizione italiana. Si intitola “AiAiAi Pinocchio!” ed è la nuova produzione di Gruppo Ibrido, inserita nella rassegna Andar per Fiabe, pensata per un pubblico trasversale, dalle famiglie ai più curiosi di linguaggi contemporanei, promossa dal Comune di Urbino con l’AMAT.
Non è il solito Pinocchio. Qui il burattino non nasce dal legno, ma da dati, algoritmi e intelligenza artificiale. Un ribaltamento che trasforma la storia in un viaggio immersivo tra reale e digitale, dove la tecnologia non è solo strumento scenico, ma vera protagonista narrativa.
Una fiaba che guarda al futuro
Al centro della scena c’è Geppa, una creatrice digitale che tenta di dare vita a un nuovo Pinocchio: non più materiale, ma virtuale. Questo burattino “intelligente” sviluppa autonomia, mette in discussione il proprio creatore e attraversa un percorso fatto di incontri e trasformazioni.
Accanto a lui, personaggi iconici riletti in chiave contemporanea: un Grillo parlante in versione robotica, una Fata trasformata in assistente vocale, un universo narrativo dove umano e artificiale si fondono. Il risultato è uno spettacolo che parla il linguaggio di oggi, senza perdere il cuore della storia originale.
Un’esperienza immersiva tra danza e tecnologia
“AiAiAi Pinocchio!” è molto più di una semplice rappresentazione teatrale. È un progetto multidisciplinare che unisce danza, parola, suono, cinema e animazione digitale. La scena diventa uno spazio ibrido dove i confini tra reale e virtuale si dissolvono.
L’ideazione e l’interpretazione portano la firma di Cinzia Pietribiasi e Davide Tagliavini, con una produzione che integra strumenti e piattaforme di intelligenza artificiale, contribuendo a creare un’esperienza visiva e sonora immersiva e sorprendente.
Un appuntamento per tutte le età
Lo spettacolo, in programma alle ore 17, si inserisce nel cartellone dedicato alle famiglie ma riesce a parlare anche agli adulti, grazie ai temi attuali che affronta: il rapporto tra uomo e tecnologia, l’identità digitale, il concetto stesso di creazione.
Una favola che evolve, proprio come il mondo in cui viviamo. E che, forse, oggi più che mai, ha ancora qualcosa da insegnare.