C’è un tempo per arrivare, esibirsi e ripartire. E poi c’è un tempo per restare. Dal 23 al 27 febbraio Pesaro accoglie per la prima volta Mariangela Gualtieri in una dimensione nuova: non ospite di passaggio, ma presenza viva dentro la città. Nasce così Una poeta in città, progetto firmato Teatro Valdoca al suo debutto assoluto, realizzato da AMAT – che celebra 50 anni di attività – insieme al Comune di Pesaro nell’ambito di TeatrOltre.
Non una semplice rassegna, ma un attraversamento. «La poesia può entrare nelle nostre vite come fa la musica», racconta Gualtieri, immaginando la città come “porta dell’amore verso l’universo”. Un atto di fede nella presenza, nell’esserci anima e corpo in un luogo, in un momento storico che – dice – sembra spingerci indietro, verso la durezza e la sopraffazione. La risposta? Tornare alla poesia come gesto politico e cura collettiva comunicato stampa Una poeta in ….
La poesia incontra la città
Il progetto si muove tra generazioni e luoghi diversi. Il 24 febbraio è previsto l’incontro con i ragazzi della comunità di recupero L’Imprevisto. Il giorno successivo spazio ai laboratori Giocare con la poesia con le bambine e i bambini della Scuola Elementare Giansanti e con gli anziani della RSA Casa Roverella.
Un laboratorio che è gioco e scoperta: partire da un verso, sentirne la musica, la bizzarria, la potenza. E poi disegnare, inventare, creare un proprio “libro di poesia figurata” fino a danzare con le sillabe, tra ritmo e metrica.
L’arte di dire la poesia
Giovedì 26 febbraio (ore 19-21) la Sala della Repubblica del Teatro Rossini ospita L’arte di dire la poesia, incontro pratico aperto al pubblico. Una chiamata alla lettura, alla voce condivisa, alla comunità provvisoria che si crea quando un verso risuona nell’aria.
«Recitare una poesia è un atto di cura di noi stessi e del mondo», sottolinea Gualtieri comunicato stampa Una poeta in …. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.
Gran finale con “Ruvido umano”
Il 27 febbraio (ore 21) al Teatro Sperimentale va in scena Ruvido umano, spettacolo che intreccia versi e musica elettronica in dialogo con Lemmo, con la regia di Cesare Ronconi.
Un manifesto poetico che tiene insieme «quelli che hanno occhi, quelli che hanno ali, quelli con le radici e con le foglie». Dopo le collaborazioni con musicisti come Stefano Battaglia e Paolo Fresu, Gualtieri esplora per la prima volta l’intreccio con l’elettronica, in una soglia d’ascolto ancora poco battuta e tutta da scoprire.
Per cinque giorni Pesaro diventa laboratorio, palco e rifugio. Un luogo dove la poesia non è ornamento ma pratica quotidiana. E forse, oggi più che mai, necessaria.