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Laila Al Habash racconta “California Mediterranea”: il nuovo singolo tra vento, isole e libertà

La cantautrice romana presenta il brano disponibile dall'11 giugno, nuova traccia dell'album Tempo, e parla del suo percorso artistico e dei concerti estivi.

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Da giovedì 11 giugno è disponibile su tutte le piattaforme digitali “California Mediterranea”, il nuovo brano di Laila Al Habash che si aggiunge all’universo di Tempo (Undamento under exclusive license M.A.S.T./Believe), l’album pubblicato il 24 ottobre 2025. Nato su un’isola particolarmente cara alla cantautrice, il brano prende forma dall’osservazione del vento, elemento naturale spesso percepito come un ostacolo ma che, in un contesto isolano, diventa parte integrante della quotidianità. Da questa immagine prende vita una riflessione sul lasciarsi trasportare dagli eventi e sull’accettazione di ciò che non può essere controllato. Tra sonorità che l’artista definisce un personale “R&B mediterraneo”, richiami alla natura e una scrittura ricca di immagini evocative, “California Mediterranea” rappresenta una nuova tappa del percorso creativo di Laila Al Habash, ampliando i temi già affrontati in Tempo con uno sguardo più aperto verso l’esterno. In questa intervista la cantautrice ci racconta la nascita del brano, il significato del titolo, le influenze musicali che ne hanno plasmato il sound e le aspettative per un’estate che la vedrà protagonista sui palchi di numerosi festival italiani.

ASCOLTA “CALIFORNIA MEDITERRANEA” di Laila Al Habash

scaletta Laila Al Habash
La cover del nuovo singolo di Laila Al Habash “California Mediterranea”

“California Mediterranea” nasce su un’isola e da un rapporto particolare con il vento. Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che quella sensazione poteva trasformarsi in una canzone?
È tutto nato da un gioco di parole, con un’amica avevamo visto della salicornia lungo la strada e ho iniziato a pensare che la parola salicornia facesse rima con California. Queste due parole continuavano a venirmi in mente a ripetizione, così, in coppia, senza particolare motivo. Ho visto un po’ lì schiudersi il guscio della canzone.

Nel brano il vento diventa una metafora dell’abbandono del controllo. È una lezione che hai imparato nella vita personale, in quella artistica o in entrambe?
Sono tutte intrecciate tra di loro, quindi è difficile distinguere. In realtà non riesco tanto a mollare il controllo nelle mie questioni sia artistiche che personali, però questa sensazione per me la suscita in generale la natura, la provo quando mi concentro su cose molto grandi, eterne e potenti tipo il vento, il mare, queste cose qui. C’è un senso di abbandono perché penso che siamo davvero infinitamente piccoli e deboli rispetto a queste cose. È un sentimento di paura e piacere insieme.

Hai definito “California Mediterranea” sia un luogo geografico che un luogo mentale. Esiste davvero una tua personale “California Mediterranea” dove riesci a sentirti libera e in equilibrio?
No, magari! Se lo sapessi starei già preparando gli scatoloni per il trasloco.

Questa nuova traccia si inserisce nell’universo di “Tempo”. In che modo completa o arricchisce il racconto che avevi iniziato con l’album?
È una canzone molto ariosa, meno malinconica e “dolorosa” rispetto al disco. L’ho scritta una volta finito di registrare Tempo e forse si sente che c’è un’aria più sollevata, la voglia di guardare con attenzione all’esterno al posto che rivolgere lo sguardo internamente.

Musicalmente parli di un “R&B mediterraneo”, una definizione molto affascinante. Quali sono gli artisti, i suoni o le influenze che hanno contribuito a costruire questa identità musicale così personale?
Tantissimi stimoli e molto diversi tra loro, sono sempre stata curiosa e poco schizzinosa con la musica ma con l’arte in generale, tutti i giorni sono alla ricerca di qualcosa con cui poter potenzialmente ossessionarmi. Principalmente mi piace la musica brasiliana, il rap quando c’è un po’ di jazz, R&B e Neo Soul tipo quello dei Sault, di Kali Uchis e SZA, ascolto da sempre Ornella Vanoni, Mina e i dischi dei Baustelle.

Laila Al Habash
Laila Al Habash

Hai collaborato con artisti molto diversi tra loro e hai portato la tua musica in vari Paesi del mondo. C’è qualcosa che i viaggi e le esperienze internazionali hanno cambiato nel tuo modo di scrivere canzoni?
Più che cambiarmi mi hanno lasciato dei grandi ricordi, sia belli che meno belli, che sono una buona base di partenza per iniziare a scrivere qualsiasi cosa. Mi sono tristemente resa conto anche di quanto in Italia dovremmo prendere molto più seriamente la musica e i live, ma tutta la cultura in generale, a partire dallo Stato ovviamente. All’estero ho trovato un approccio strutturato e una professionalità anche per il concerto più piccolo che qui non ho quasi mai visto.

Quest’estate sarai protagonista di diversi festival in tutta Italia. Cosa rappresenta per te il palco estivo e cosa potranno aspettarsi i fan dai prossimi concerti?
Non vedo l’ora e sono contenta di portare Tempo in giro con la band. I festival servono a unire le persone, a conoscere cose nuove, stare all’aria aperta. Tutte cose che reputo essenziali.

Hai aperto concerti di artisti internazionali come Coldplay e Lana Del Rey. Guardando oggi il tuo percorso, quale traguardo senti di aver raggiunto e quale invece stai ancora inseguendo?
Ho raggiunto sicuramente una sicurezza sul palco che prima non avevo e una consapevolezza maggiore su cosa voglia dire fare dischi. Non sto inseguendo niente in particolare, cerco di continuare a scrivere musica e diventare più brava nella maniera più soddisfacente possibile per me.

Se dovessi descrivere “California Mediterranea” con una sola immagine da cartolina estiva, quale sarebbe e perché?
Un motorino scassato appoggiato ad una palma, col casco lasciato appeso sul manubrio.


Quest’estate Laila Al Habash suonerà dal vivo, queste le prime date annunciate:
05/06 Pescara Pindaro Art & Sound 3.0*
06/06 Milano Milano Film Festival
19/06 Firenze Ultravox – Support Your Local Festival
20/06 Bologna Dumbo Summertime
03/07 Roma Parco Schuster
04/07 Palermo Beatfull festival*
11/07 Sant’Arcangelo di Romagna (RN) Santarcangelo Festival
18/07 Comunanza (AP) Guazza Festival
*in duo

Intervista di Andrea Alessandrini Gentili

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Scritto da
Andrea Alessandrini Gentili -

Andrea Alessandrini Gentili è un social media manager e digital strategist italiano che ha collaborato con diverse aziende di rilievo, eventi di musica dal vivo e sport, e personalità del mondo dello sport e della televisione. La sua esperienza nel marketing digitale lo ha reso una figura chiave nello sviluppo e nella gestione di campagne online che aumentano significativamente la presenza del brand e l'engagement del pubblico sulle piattaforme social. Le sue collaborazioni coprono vari settori, riflettendo la sua capacità di adattarsi e creare strategie efficaci per clienti diversi.

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