Venerdì 23 gennaio il Teatro Sanzio di Urbino ospita uno spettacolo che intreccia arte, storia e teatro in una narrazione intensa e sorprendente. La Fornarina. La sposa segreta di Raffaello vede protagonista Giulia Bellucci, chiamata a restituire corpo e voce a Margherita Luti, la donna rimasta per secoli sullo sfondo di uno dei dipinti più celebri e misteriosi del Rinascimento.
Inserito nella stagione teatrale promossa dal Comune di Urbino e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura, lo spettacolo sceglie un punto di vista inedito: raccontare Raffaello attraverso gli occhi della sua musa, amante e forse sposa segreta. Una storia d’amore che si muove tra sacro e profano, passione e costrizione, luce e ombra.
Margherita, figlia di un fornaio di Trastevere, osserva il “Divin Pittore” e si pone una domanda semplice e vertiginosa: come possono le mani di un uomo dipingere il divino? Da questo interrogativo prende forma un racconto teatrale che attraversa la Roma del Cinquecento, popolata da papi, mecenati, artisti e figure minori che riaffiorano come fantasmi della memoria. Accanto a Raffaello Sanzio compaiono Agostino Chigi, papa Giulio II, Leone X, Giulio Romano, ma anche suore, garzoni, panettieri e levatrici: un’umanità viva, evocata attraverso oggetti, abiti e cadenze linguistiche, che chiede allo spettatore di riconoscersi nella quotidianità di ieri e di oggi.
La messa in scena costruisce un ecosistema delicato e raffinato, fatto di chiaroscuri e rimandi simbolici, dove il gioco teatrale non scade mai nella parodia. La drammaticità della vicenda – tra rapimento per amore, accuse di stregoneria e la reclusione in convento per cancellare uno scandalo – si intreccia a momenti di ironia e leggerezza, restituendo alla Fornarina una dimensione profondamente umana.
La drammaturgia è firmata da Simone Faloppa e Giulia Viana, con la regia di Giacomo Ferraù. Le musiche originali di Diego Guarnieri, le scene di Marina Conti e il disegno luci di Roberta Faiolo accompagnano il racconto in un equilibrio costante tra parola e visione. La produzione è di Eco di Fondo.
Un appuntamento che trasforma un’icona dell’arte in una voce viva, capace di parlare al presente e di interrogare il nostro sguardo sul potere, sull’amore e sulla libertà femminile. Lo spettacolo inizia alle ore 21. Informazioni e biglietti presso il botteghino del Teatro Sanzio, i circuiti AMAT e online.