La 76ª edizione del Festival di Sanremo si apre con 9 milioni e 600mila telespettatori, pari al 58% di share, in termini di total audience su Rai1. Un dato importante, che conferma la centralità del Festival nel panorama televisivo italiano, ma che segna un calo evidente rispetto alla scorsa edizione.
Nel 2025, infatti, la prima serata aveva raccolto 12 milioni e 630mila spettatori con il 65,3% di share. Tradotto: oltre 3 milioni di telespettatori in meno e una flessione di più di 7 punti percentuali.
Il confronto con gli ultimi anni
Per comprendere meglio l’andamento, basta guardare lo storico recente:
2025 (Carlo Conti): 12.630.000 – 65,3%
2024 (Amadeus): 10.561.000 – 65,1%
2023 (Amadeus): 10.757.000 – 62,4%
2022 (Amadeus): 10.911.000 – 54,7%
2021 (Amadeus): 8.363.000 – 46,6%
2020 (Amadeus): 10.058.000 – 52,2%
Il dato 2026 si colloca quindi sopra l’edizione 2021 (quella segnata dall’assenza del pubblico in sala), ma sotto tutte le altre edizioni post-pandemiche.
Un calo fisiologico o un campanello d’allarme?
Il 58% di share resta comunque una quota dominante: più della metà dei televisori accesi ieri sera erano sintonizzati sull’Ariston. Un risultato che qualsiasi altro programma definirebbe trionfale.
Il confronto con il 2025, però, pesa. Lo scorso anno il Festival aveva toccato un picco straordinario, superando i 12,6 milioni di spettatori. Un risultato probabilmente irripetibile, frutto di un contesto mediatico e di un’attesa particolarmente alta.
Il debutto 2026 appare dunque più “normalizzato”, con numeri in linea con la media delle edizioni recenti ma lontani dall’exploit record dell’anno precedente.
La sfida delle prossime serate
La partita vera si giocherà ora sulle curve di crescita. Tradizionalmente il Festival può recuperare terreno nelle serate centrali e soprattutto nella finale. La domanda è chiara: il pubblico tornerà a crescere nei prossimi appuntamenti o il 2026 segnerà un’inversione strutturale nel trend degli ascolti? Sanremo resta un fenomeno culturale prima ancora che televisivo. Ma i numeri, come sempre, raccontano molto più di una semplice percentuale.