Sarà uno dei testi più antichi e potenti della storia del teatro a inaugurare la nuova edizione di “Echi. Voci dal passato, suoni del presente”, la rassegna che torna ad animare l’Anfiteatro Romano di Ancona. Domenica 28 giugno il sipario si alzerà su I Persiani, nella nuova regia di Giovanni Ortoleva, protagonista dell’appuntamento inaugurale del cartellone promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona grazie alla convenzione triennale 2025–2028 tra il Ministero della Cultura Palazzo ducale di Urbino – Direzione regionale Musei nazionali Marche, alla sinergia con il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e il sostegno di Viva Servizi, Estra e Viva Energia. Per il secondo anno consecutivo AMAT partecipa alla realizzazione della rassegna che, dopo il grande successo della prima edizione, torna a proporre un programma capace di intrecciare teatro classico, musica e grandi interpreti della scena contemporanea, contribuendo al percorso che porterà Ancona a essere Capitale italiana della Cultura 2028.
La tragedia più antica che continua a parlare al presente
Scritta da Eschilo e rappresentata per la prima volta nel 472 a.C., I Persiani è considerata la più antica tragedia greca giunta integralmente fino ai giorni nostri. La sua particolarità risiede nella scelta rivoluzionaria dell’autore: raccontare la battaglia di Salamina dal punto di vista degli sconfitti.
Invece di celebrare la vittoria greca, Eschilo conduce lo spettatore dentro il dolore e la disperazione del popolo persiano, trasformando un episodio storico in una riflessione universale sulla guerra, sul potere e sulle conseguenze delle scelte politiche.
Temi come la hybris, la tracotanza che porta gli uomini a superare ogni limite, e la responsabilità di chi governa attraversano l’opera con una forza sorprendentemente attuale, rendendo il testo ancora oggi capace di interrogare il presente.
Un cast premiato e tre generazioni a confronto
Lo spettacolo vede in scena Enrico Campanati, Pietro Giannini, vincitore del Premio Ubu 2025 come miglior attore under 35, Valentina Picello, premiata con il Premio Ubu 2025 come migliore attrice e con il Premio della Critica ANCT 2025, e Marco Santi.
Tre generazioni di interpreti accomunate dall’esperienza al Teatro della Tosse, chiamate a dare vita a un dialogo tra passato e presente che rappresenta uno degli elementi centrali della lettura scenica di Ortoleva.
La visione di Giovanni Ortoleva
Nell’adattamento firmato dal regista, il palazzo reale di Susa si trasforma progressivamente in uno spazio dominato dal lutto e dalla memoria. La comparsa del fantasma di Dario diventa il simbolo della sottile linea che separa il potere dalla morte, mentre il racconto si concentra sul tema dell’eredità e delle responsabilità che attraversano le generazioni.
Prodotto dalla Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, lo spettacolo si avvale della traduzione di Giorgio Ieranò, dei costumi di Daniela De Blasio e delle musiche di **Pietro Guarracino>.
Informazioni utili
L’appuntamento è in programma domenica 28 giugno alle ore 21.30 presso l’Anfiteatro Romano di Ancona. I biglietti sono disponibili attraverso AMAT e il circuito Vivaticket. La biglietteria dell’Anfiteatro sarà aperta il giorno dello spettacolo a partire dalle ore 19.30.