Il brano segna l’esordio discografico di Barone e apre la strada a “Same other ways”, album di nove tracce in inglese. Un viaggio alternative tra smarrimento, fragilità e ricerca di una nuova prospettiva.
L’11 settembre arriva “Untitled”, il singolo d’esordio di Barone, primo passo ufficiale di un progetto musicale che sceglie di muoversi senza confini troppo definiti, tra atmosfere alternative, scrittura introspettiva e una forte attenzione alla dimensione sonora. Il brano è autoprodotto e distribuito da Artist First.
Al centro della canzone c’è una sensazione comune: percorrere una strada senza sapere esattamente dove porterà. Untitled parte dallo smarrimento, dal dubbio e dalla difficoltà di reagire quando ciò che abbiamo costruito sembra improvvisamente perdere consistenza. Ma è proprio dentro questa incertezza che il brano prova a individuare una possibilità diversa: cambiare prospettiva e accorgersi che qualcosa di bello può nascere anche dalle avversità.
“Untitled”, una canzone sul perdersi e ritrovarsi
Il cuore del singolo è racchiuso nell’immagine di un percorso apparentemente senza meta. Il protagonista attraversa inizialmente una condizione di sospensione e immobilità, per poi lasciarsi progressivamente attraversare da ciò che lo circonda. Fragilità e disorientamento smettono così di rappresentare soltanto un limite e diventano anche il punto dal quale provare a ripartire.
È lo stesso Vito Barone, autore di testo e musica, a spiegare come il brano nasca da quei momenti in cui costruire qualcosa per poi vederla crollare, fare delle scelte nonostante i dubbi o imboccare strade apparentemente senza uscita può mettere in discussione le proprie certezze.
La risposta di Untitled non è cercare una soluzione immediata, ma osservare quello che resta intorno e cambiare il proprio punto di vista. Anche nelle difficoltà può infatti esistere una bellezza difficile da riconoscere mentre si è ancora dentro la tempesta.
Il sound di Barone tra atmosfera e introspezione
Anche musicalmente il singolo segue questa direzione. La struttura è essenziale, il cantato morbido e introspettivo e la produzione privilegia l’atmosfera, lasciando alla musica il compito di amplificare ciò che le parole suggeriscono.
Nel mondo sonoro del progetto affiorano riferimenti differenti: dai Radiohead ai Velvet Underground, fino alle atmosfere contemporanee dei Cigarettes After Sex. Influenze che non vengono utilizzate come modello da replicare, ma come coordinate all’interno delle quali costruire una propria identità.
Untitled è scritto, composto e prodotto da Vito Barone ed è stato registrato presso Studio Dante, con mix e master affidati a Lorenzo Porcelli. Alla voce e alla chitarra c’è Barone, con Luca La Russa al basso e Andrea Chentrens alla batteria.
Da “Untitled” all’album “Same other ways”
Il singolo rappresenta soltanto il primo tassello di un progetto più ampio. Barone è infatti una formazione composta da Vito Barone alla voce e chitarra, Luca La Russa al basso, Andrea Ardizzone alla tromba, Andres Zanoni alla chitarra e Andrea Chentrens alla batteria.
Il percorso proseguirà con “Same other ways”, album formato da nove tracce in lingua inglese. Il disco nasce come un insieme di frammenti, inquietudini e immagini notturne, costruendo un racconto che non cerca necessariamente risposte definitive ma prova piuttosto a lasciare emergere sensazioni e stati d’animo.
Nel progetto convivono suggestioni che spaziano da Jeff Buckley a Gábor Szabó fino ai Radiohead, mentre anche la dimensione live punta sull’alternanza tra passaggi più raccolti, melodie sospese e improvvise aperture ritmiche.
Con Untitled, Barone sceglie quindi di presentarsi partendo dall’incertezza anziché dalle certezze: una canzone che racconta cosa accade quando ci si perde e si scopre che una strada senza una destinazione evidente può comunque diventare parte del viaggio.
