L’Orto sul Colle dell’Infinito di Recanati ha fatto da suggestiva cornice al concerto di Dimartino, protagonista del nuovo appuntamento di Lunaria 2026. Un luogo già di per sé ricco di fascino, capace di creare un’atmosfera intima e raccolta che si è sposata perfettamente con la cifra stilistica del cantautore siciliano.
Ad aprire la serata sono state anche le parole rivolte a uno dei simboli della città: «È una grande emozione ed un onore per me suonare in questo luogo dove Giacomo Leopardi ha cambiato le sorti della poesia moderna», ha detto Dimartino, accolto dall’applauso del pubblico.
Il live ha portato in scena “L’improbabile piena dell’Oreto Tour 2026”, il progetto che accompagna il ritorno dell’artista alla carriera solista dopo gli anni delle fortunate collaborazioni con Colapesce. Un tour pensato per luoghi suggestivi e non convenzionali, dove le canzoni vengono proposte nella loro forma più essenziale, creando un rapporto diretto con il pubblico.
Ad accompagnarlo sul palco è stato il musicista e amico Fabrizio Cammarata, compagno di viaggio in questo nuovo percorso artistico. Insieme hanno costruito uno spettacolo delicato e coinvolgente, lasciando spazio soprattutto ai brani dell’ultimo album, alternati a molte canzoni che hanno raccontato il percorso solista di Dimartino.

La scaletta si è aperta con “L’oro del fiume”, il brano che ha anticipato il nuovo album, seguita da “Come una guerra la primavera”. Nel corso della serata non sono mancati racconti e ricordi personali che hanno accompagnato le canzoni, come l’esperienza vissuta in Messico insieme a Cammarata da cui è nato il progetto “Un mondo raro”, omaggio alla leggendaria cantante Chavela Vargas. Tra i momenti più intensi anche “Meravigliosa incoscienza”, introdotta dal racconto del misterioso “u sugghio”, il mostro immaginario dei racconti del nonno, “Daniela ballava la samba”, impreziosita da un finale in omaggio a Bob Marley, e “Agua, ¿dónde vas?”, ispirata ai versi del poeta Federico García Lorca.
Chi si aspettava una scaletta ricca dei successi nati dalla collaborazione con Colapesce è rimasto in parte sorpreso. Il concerto ha scelto infatti di concentrarsi quasi esclusivamente sul percorso solista di Dimartino e sul nuovo album, concedendo spazio soltanto a “I calendari”, reinterpretata durante la serata. Una scelta coerente con lo spirito del tour, pensato per raccontare questo nuovo capitolo della sua carriera e riportare al centro la sua scrittura di cantautore.
Il pubblico ha seguito il concerto con attenzione e partecipazione, accompagnando ogni brano con lunghi applausi. Il finale è stato affidato a “Feste comandate”, prima dei bis con “Ci diamo un bacio”, “Mare dolce”, “Io non parlo mai” e “Cercasi anima”, il brano con cui, come ha ricordato lo stesso Dimartino, ha preso il via il suo percorso da cantautore.
Lunaria 2026 proseguirà martedì 29 luglio con il concerto dei Tiromancino in Piazza Giacomo Leopardi, mentre il festival si concluderà l’11 settembre al Castello di Montefiore, dove saliranno sul palco il vincitore assoluto di Musicultura 2026 Claudio Covato e la band XGIOVE.
