C’è un artista che più di ogni altro sfugge alle definizioni. Morgan è il bianco e il nero. È rigore musicale e improvvisazione, ironia e profondità, leggerezza e provocazione. Sul palco non segue mai una strada prestabilita: la costruisce davanti agli occhi del pubblico, cambiando direzione ogni volta che un pensiero, un ricordo o una nota glielo suggeriscono.
È con questo spirito che si è aperta ieri sera, nella suggestiva cornice di Palazzo Venieri, Lunaria 2026, la rassegna estiva di Musicultura realizzata in collaborazione con il Comune di Recanati. Un’inaugurazione che ha rispecchiato perfettamente l’identità dell’artista milanese, capace di trasformare un concerto in un flusso continuo di musica, parole e riflessioni.
L’avvio è affidato a Giorgio Gaber, omaggiato con uno dei suoi brani più rappresentativi, prima che Morgan abbandoni qualsiasi schema tradizionale per lasciarsi guidare da una conversazione spontanea con il pubblico. Tra una canzone e l’altra trovano spazio riflessioni filosofiche, divagazioni culturali e considerazioni sul nostro tempo, in un continuo alternarsi di registri che rappresenta da sempre il suo marchio di fabbrica.
Non poteva mancare un omaggio alla città che ospita il festival. Nella patria di Giacomo Leopardi, Morgan sceglie di recitare “A Silvia”, restituendo ai versi del poeta una propria interpretazione anticonvenzionale. Morgan ha infatti proposto un’interpretazione personale e provocatoria del celebre componimento, sostenendo che il testo potrebbe essere letto come il racconto di un desiderio erotico, fino a ipotizzare che la poesia descriva un piacere solitario di Leopardi mentre osserva Silvia. Una rilettura volutamente spiazzante, fedele allo stile di Morgan che ha suscitato curiosità, sorpresa e inevitabili reazioni tra il pubblico.
Poco dopo sorprende tutti con un lungo estratto della Divina Commedia, interpretato con trasporto, confermando quella naturale inclinazione a fondere musica e letteratura senza soluzione di continuità.
Il concerto ritrova poi la sua dimensione musicale con alcuni dei momenti più attesi della serata. Tra questi “Altrove”, uno dei brani simbolo della sua carriera, accolto con particolare entusiasmo dal pubblico. Spazio anche agli omaggi ai grandi autori della canzone italiana, da Umberto Bindi a Gino Paoli, ricordato da Morgan come un autentico maestro e un genio della musica d’autore.
Tra gli episodi più coinvolgenti dello spettacolo spicca un lungo assolo pianistico. Per quasi dieci minuti Morgan si abbandona a un’esibizione virtuosistica, alternando tecnica, improvvisazione e richiami classici, dimostrando ancora una volta quanto il pianoforte resti il suo linguaggio più naturale.
Nel finale arriva anche un riferimento all’attualità internazionale. Prima dei saluti, Morgan esprime dal palco il messaggio “Free Palestine”, un appello che negli ultimi mesi è stato condiviso da numerosi artisti italiani e internazionali durante concerti e manifestazioni pubbliche.
Più che un concerto, quello di Morgan è stato un viaggio dentro la sua mente artistica. Un percorso volutamente irregolare, privo di una scaletta rigida, dove ogni deviazione diventa parte integrante dello spettacolo. Ed è forse proprio questa imprevedibilità a renderlo ancora oggi uno degli interpreti più originali del panorama musicale italiano.
Con la serata di ieri prende ufficialmente il via Lunaria 2026, una rassegna che nelle prossime settimane continuerà a trasformare Recanati in un palcoscenico diffuso, dove musica, letteratura e spettacolo dialogano con alcuni dei luoghi più iconici della città leopardiana. Il calendario proseguirà il 15 luglio al Chiostro di Sant’Agostino con l’incontro tra letteratura e teatro che vedrà protagonisti Sandro Veronesi e Valeria Solarino, impegnati in un reading di Caducità, preceduti dall’esibizione della giovane cantautrice Giulia Trovò, tra gli otto vincitori di Musicultura 2026.
Il 17 luglio sarà la volta di Giorgio Poi, che porterà il suo raffinato “Concerto con Archi” nella suggestiva cornice della Piazzola del Sabato del Villaggio, mentre il 24 luglio Dimartino si esibirà al Colle dell’Infinito, regalando al pubblico un live immerso in uno dei luoghi simbolo della poesia italiana. Il 29 luglio, invece, Piazza Leopardi ospiterà il concerto dei Tiromancino, con Federico Zampaglione e la sua band pronti a ripercorrere i grandi successi della loro carriera insieme ai brani più recenti.
A chiudere il percorso sarà, l’11 settembre, la serata conclusiva al Castello di Montefiore, dedicata ai giovani protagonisti dell’ultima edizione di Musicultura. Sul palco saliranno il vincitore assoluto Claudio Covato e la band marchigiana XGIOVE, tra le più apprezzate dagli studenti recanatesi, a conferma di una rassegna che continua a mantenere fede alla propria missione: mettere in dialogo grandi nomi della cultura italiana e nuove voci della musica d’autore, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico e paesaggistico di Recanati attraverso esperienze artistiche autentiche e condivise.