Un viaggio affettuoso nel tempo, tra slogan indimenticabili, jingle orecchiabili e personaggi che hanno fatto la storia dell’immaginario collettivo. Venerdì 20 febbraio, al Teatro Comunale di Gradara, la stagione Teatri d’Autore 2025-26 porta in scena Caro Carosello, scritto e interpretato da Clara Costanzo, con le musiche dal vivo di Andrea Vulpani e la voce narrante di Sebastiano Tringali.
La rassegna, organizzata da AMAT insieme ai Comuni del territorio, con il contributo della Regione Marche e del MiC, continua così il suo percorso nei teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino.
Quando “dopo Carosello tutti a nanna”
Carosello è stato molto più di una striscia pubblicitaria: in onda dal 1957 al 1977, ha segnato vent’anni di creatività italiana, mescolando attori, animazione e narrazione in miniatura. E chi non ricorda la frase “E dopo Carosello tutti a nanna”? Un rituale collettivo che scandiva le serate di milioni di famiglie.
Nello spettacolo, Clara Costanzo veste i panni di Lucia, una donna cresciuta negli anni Cinquanta che ripercorre la propria infanzia: le sorelle, la mamma che canta, la nonna con le fiabe della buonanotte e il padre che lavora al bar della Rai, crocevia di volti e protagonisti della neonata televisione.
L’arrivo della “scatola magica” – la televisione – spalanca un mondo di fantasia e meraviglia. Tra aneddoti familiari e retroscena storici, lo spettacolo intreccia memoria privata e storia collettiva, restituendo l’epoca in cui la genialità italiana correva libera, inventando personaggi come Calimero e Topo Gigio.
Uno spettacolo che fa cantare (e sorridere) tutti
Tra pupazzi, cartoni animati e slogan entrati nella cultura popolare, Caro Carosello è uno spettacolo che coinvolge il pubblico di ogni età. Chi c’era ritrova ricordi che sembravano perduti; chi è nato dopo scopre di conoscere quelle canzoncine a memoria.
L’appuntamento è alle ore 21.15. Biglietti da 8 a 15 euro, disponibili nelle biglietterie del circuito Vivaticket e al botteghino del teatro la sera stessa dello spettacolo. Gradara si prepara così a una serata di teatro che è anche un tuffo nella memoria, tra nostalgia e ironia, per riscoprire un pezzo di storia che ha unito generazioni davanti a uno schermo in bianco e nero.