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È di stamane all’alba la notizia dell’ennesima figuraccia del calcio italiano. La Polizia ha infatti eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti del Catania che avrebbero comprato alcune partite del campionato di calcio Serie B appena concluso, per consentire alla squadra etnea di vincere ed evitare così la retrocessione in Lega Pro. Nel dettaglio i sette provvedimenti di arresti domiciliari sono stati eseguiti nei confronti del presidente del club Antonio Pulvirenti (lo stesso del crack della compagnia aerea Windjet), dell’amministratore delegato Pablo Cosentino, del direttore generale Daniele Delli Carri (ex calciatore di Torino, Fiorentina e Genoa), e di altri quattro dirigenti (agenti di scommesse sportive e procuratori sportivi: Giovanni Impellizzeri, Piero Di Luzio, Fabrizio Milozzi e Fernando Arbotti). Secondo l’accusa, alcune vittorie del Catania sarebbero state concordate a tavolino dietro il pagamento di denaro.
Nell’ambito dell’indagine nei confronti dei dirigenti catanesi sono in corso perquisizioni da parte della Polizia a Roma, Chieti, Campobasso e Catania. Le indagini sono condotte dalla Digos della Questura di Catania, su ordine della locale Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, con l’ausilio di personale delle Digos delle Questure di Roma, Chieti e Campobasso e del Compartimento della Polizia Postale di Catania. I dirigenti arrestati sono accusati, a vario titolo, di frode in competizioni sportive e truffa. I manager della squadra di calcio siciliana avrebbero comprato le partite alterando così i risultati degli incontri della squadra etnea e l’esito stesso del campionato.

catania partite truccate

Lo sapeva anche un bambino

È datato 24 aprile 2015 un articolo del bravo Ivo Romano su irpinianews.it nel quale veniva avanzato qualche sospetto su alcune partite giocate in quelle settimane dal Catania. Sospetti fondati visto che nelle agenzie di bookmaker venivano registrate anomale puntate di massa sulle vittorie del Catania. Così tante che in alcuni casi le agenzie di scommesse sono state costrette a sospendere le quotazioni e non accettare più le scommesse.
Ad esempio per il derby siciliano Catania-Trapani (11 aprile 2015) le giocate si sono concentrate sulla vittoria dei rosso-azzurri: gli scommettitori hanno puntato in massa sul combo 1+ Over 2,5 (quindi, sull’eventualità che il Catania avesse vinto e venissero realizzati almeno 3 gol in totale). Come scrive Romano “Ipotesi non facilissima (difatti la quota media iniziale era 3,80, prima che crollasse fino a 1,80 e poi i bookmaker decidessero di eliminare questo tipo di giocata dal loro palinsesto), ma poi verificatasi sul campo (4-1 il risultato finale, dopo che gli ospiti avevano chiuso in vantaggio il primo tempo)”. Puntate forti sulla vittoria del Catania e conseguenti quote che crollano si sono verificate anche per la partita Catania-Ternana (25 aprile 2015). Alcuni bookmaker cancellano addirittura la partita dal palinsesto. La partita finisce 2-0 per il Catania.
Per non parlare poi della partita Varese-Catania (2 aprile 2015) terminata 0-3, praticamente scomparsa nei giorni precedenti la gara da qualsiasi bookmaker. Motivo: troppe puntate sulla vittoria del Catania. Ivo Romano racconta che “la quota media iniziale per il segno 2 era 2,43 (con punte massime di 2,85), poi la quota è crollata: chi non l’ha tolta dal palinsesto aveva quote che si aggiravano tra l’1,65 e l’1,70”. Successivamente a quest’ultima partita accadde anche uno strano episodio, distorto dai media nazionali e ai più passato in secondo piano. Dopo 15 giorni il Varese gioca nuovamente in casa contro l’Avellino, in piena corsa play off. La partita viene posticipata perché ignoti hanno devastato nella notte il campo da calcio del Varese segando i pali delle porte, divelto le zolle del prato e tracciato scritte contro i dirigenti della società. I media-pecora si sono subito accodati parlando all’unisono di vandali che volevano semplicemente protestare per i pessimi risultati del Varese, ultimo in classifica.

Eppure bastava unire i puntini per comprendere che i tifosi avevano manifestato il loro disappunto non tanto per la situazione di classifica e societaria (è stato poi ceduto) bensì per i sospetti di combine della partita contro il Catania. Se avrete voglia e tempo andate a riguardarvela (GUARDA QUI GLI HIGHLIGHTS). Morale della favola: con cinque vittorie consecutive fra il 29 marzo 2015 e il 25 aprile 2015 il Catania ha ottenuto 15 punti che lo hanno allontanato dallo spettro della recessione arrivando addirittura a sfiorare la zona playoff e ha chiuso il campionato al 15° posto a due punti dai playout e cinque dalla retrocessione.
Continuo ad unire i puntini: se qualcuno compra c’è sempre qualcuno che vende. E se stando alle accuse della Digos di Catania, sarà accertato che la squadra etnea aveva “aggiustato” della partite, dovremmo aspettarci anche altri indagati e arresti eccellenti: quelli che le partite se le sono vendute!

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